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Secondigliano, blackout di 4 ore: tensione alta, interviene la Polizia Penitenziaria

Di La Redazione16 Luglio 2026 - 23:0339 minuti fa 2 min di lettura
Secondigliano, blackout di 4 ore: tensione alta, interviene la Polizia Penitenziaria

Napoli – Una notte di paura e tensione ha colpito la Casa Circondariale di Napoli Secondigliano, dove un blackout ha spento le luci e i sistemi di sicurezza per quattro ore, creando un clima di panico tra le sbarre. Dalle 23:50 alle 3:51, i detenuti e il personale hanno vissuto momenti di grande ansia, una situazione che ha messo a rischio la sicurezza all’interno del penitenziario.

La mancanza di energia elettrica ha reso vulnerabili i protocolli di sicurezza, costringendo il personale della Polizia Penitenziaria a operare in condizioni critiche. In questo contesto, l’emergere di una ribellione è stato un pericolo concreto. In una sezione del carcere, infatti, la tensione è salita rapidamente, ma grazie all’abilità e alla prontezza degli agenti, la situazione è stata ripristinata senza gravi incidenti.

“Abbiamo sentito un forte rumore e poi il caos”, racconta un agente, testimoniando le emozioni di una nottata straordinaria per l’istituto. Il personale, infatti, è riuscito a mantenere la calma e a limitare i disordini, eseguendo un intervento di de-escalation che ha evitato il peggio.

Il segretario regionale dell’OSAPP, Vincenzo Palmieri, ha espresso il suo plauso per l’operato degli agenti: “Vogliamo esprimere il nostro più vivo apprezzamento a tutto il personale impiegato durante questa grave emergenza.” Riconoscendo le difficoltà incontrate, ha sottolineato l’importanza della leadership del Comandante Gianluca Colella, che ha gestito le operazioni con risorse umane già minime.

Anche se l’intervento è stato efficace, la gravità dell’episodio non può essere sottovalutata. Il sindacato ha chiesto chiarimenti urgenti all’Amministrazione Penitenziaria per indagare le cause del blackout e verificare l’affidabilità dei sistemi di emergenza. “La tutela degli operatori è fondamentale per il funzionamento dell’intero sistema penitenziario”, ha dichiarato Palmieri, evidenziando l’urgenza di garantire condizioni di sicurezza adeguate in un contesto già precario.

Nel quartiere di Secondigliano rimane alta l’attenzione su quanto accaduto. Le prossime ore potrebbero rivelarsi decisive per comprendere come una tale situazione possa ripetersi e quale sia il futuro della sicurezza all’interno del carcere. Le domande restano aperte, e la vicenda solleva inquietanti interrogativi sulla gestione delle strutture penitenziari in Italia.