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Napoli, ondate di calore: 57mila lavoratori a rischio per il caldo estremo

Di La Redazione15 Luglio 2026 - 19:5245 minuti fa 2 min di lettura
Napoli, ondate di calore: 57mila lavoratori a rischio per il caldo estremo

Napoli – Le temperature estive stanno diventando un pericolo sempre più serio per i lavoratori della nostra città. Secondo un rapporto di Greenpeace Italia, con il supporto della Cgil, nell’area metropolitana partenopea, circa 57mila persone al giorno sono state esposte a condizioni potenzialmente letali negli ultimi cinque anni.

Lo studio, che si concentra anche su Roma e Milano, rivela un quadro allarmante. La frequenza delle giornate con un livello di rischio caldo elevato è cresciuta drasticamente: si stima che da una media di 34 giornate ad alto rischio nel biennio 2021-2022, si passerà a ben 50 giornate nel 2024-2025, registrando un aumento del 47% in soli cinque anni.

Secondo quanto emerge dalla ricostruzione iniziale, il tasso di giornate ad alto rischio è aumentato del 60%, arrivando a coprire il 38% delle giornate estive considerate. I settori più vulnerabili includono le costruzioni, coinvolgendo quotidianamente circa 28mila lavoratori, seguiti dal trasporto merci su strada e dal magazzinaggio, che coinvolgono oltre 17mila addetti.

“La situazione è diventata insostenibile”, afferma Nicola Ricci, segretario della Cgil Napoli e Campania. Il sindacalista non solo denuncia il crescente numero di malattie e incidenti sul lavoro causati dal caldo, ma richiama anche l’attenzione sulle misure di sicurezza inadeguate che continuano a mettere a repentaglio la vita dei lavoratori. Ricci sottolinea l’importanza di far rispettare l’ordinanza regionale appena emanata, che vieta le attività all’aperto tra le 12:30 e le 16:30 nei giorni classificati a rischio elevato.

Nonostante queste misure, episodi tragici sono ancora segnalati, spingendo Ricci a lanciare un accorato appello alle aziende: “Dobbiamo proteggere la salute dei lavoratori, soprattutto in settori cruciali per l’economia della nostra regione”.

In un contesto nazionale, circa 670mila lavoratori – con punte fino a un milione e mezzo – sono stati esposti a condizioni di caldo elevato, evidenziando l’urgenza di un intervento governativo decisivo. Greenpeace e Cgil chiedono misure drastiche, per esempio l’abbandono delle fonti fossili entro il 2035 e una tassazione sugli extraprofitti delle industrie energetiche.

Nel mentre, resta alta l’attenzione tra i cittadini e i lavoratori, con la comunità che chiede misure più stringenti per proteggere la salute di tutti. Come verranno affrontati questi problemi nelle prossime settimane? La domanda rimane aperta, mentre il caldo continua a mietere preoccupazioni e vittime.