Napoli onora Ammaturo e Paola: riflessioni sui martiri dell’impegno sociale
Napoli – Oggi, come ogni anno, il cuore della città si è fermato per rendere omaggio a due figure emblematiche della lotta alla criminalità: il dirigente della Squadra Mobile Antonio Ammaturo e l’agente Pasquale Paola, vittime di un agguato il 15 luglio 1982 in piazza Nicola Amore. Quarant’anni di ricordi e un’invulnerabile memoria collettiva hanno segnato la cerimonia di commemorazione, caratterizzata dalla deposizione di corone d’alloro alla presenza delle autorità locali e dei cittadini.
La giornata ha avuto inizio con un momento di profonda commozione, simbolo del costante e silenzioso sacrificio di chi opera quotidianamente per garantire la sicurezza della comunità. Subito dopo, la celebrazione si è spostata al Teatro di Corte di Palazzo Reale, dove si è svolto il “Premio Ammaturo – Legalità Città di Napoli”, giunto alla sua XVII edizione.
“È fondamentale non solo ricordare, ma anche trasmettere l’eredità di chi ha sacrificato la propria vita per la giustizia”, ha affermato il questore di Napoli, Maurizio Agricola, aprendo i lavori. A seguire, il giornalista Dario Del Porto ha moderato un dibattito incentrato sull’importanza di coinvolgere le nuove generazioni nella lotta per la legalità. “Dobbiamo parlare ai ragazzi dei quartieri difficili, offrendo loro alternative alle strade sbagliate”, ha rimarcato l’assessore alla Legalità, Antonio De Iesu.
Secondo quanto emerge dalla ricostruzione iniziale, l’evento non è solo un ricordo di un passato doloroso, ma un richiamo imperativo a costruire un futuro più sicuro per tutti. La commemorazione di Ammaturo e Paola rappresenta un’istanza collettiva per ripristinare e rafforzare i valori civili in città, in una Napoli che lotta ogni giorno contro la criminalità organizzata.
“Oggi ricordiamo due uomini straordinari, ma il nostro lavoro non finisce qui. Dobbiamo assicurarci che il loro esempio continui a ispirare le nostre azioni”, ha concluso De Iesu, lasciando intravedere la strada che ci attende. Sullo sfondo, resta una domanda cruciale: come fare per trasmettere questi valori alle generazioni future mentre la sfida della legalità continua ad essere così attuale?

