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Acerra, nuovi interventi per la chiusura di sette pozzi inquinati

Acerra, nuovi interventi per la chiusura di sette pozzi inquinati

Acerra si trova ora ad affrontare un’emergenza sanitaria significativa: sette nuovi pozzi sono stati chiusi a causa della contaminazione delle acque sotterranee. Questa decisione, adottata dal sindaco Tito D’Errico, è stata presa dopo l’allerta dell’Asl Napoli 2 Nord riguardo a livelli pericolosi di tetracloroetilene (Pce) e tricloroetilene (Tce) nelle falde locali.

Il provvedimento vieta l’uso di questi pozzi per qualsiasi scopo, sia domestico che agricolo, fino a che non verranno effettuate delle verifiche che confermino il ripristino dei parametri di sicurezza. Con questi ultimi sette pozzi, il numero totale di chiusure sale a nove, segno di un problema che si sta aggravando. La situazione è emersa nel contesto di uno studio commissionato dalla Regione Campania all’Università degli Studi di Napoli, volto a monitorare la qualità delle acque e verificare l’estensione della contaminazione presente.

“È fondamentale convocare un tavolo tecnico permanente”, ha dichiarato D’Errico attraverso i suoi canali istituzionali. Il sindaco ha sottolineato la necessità di un dialogo costante tra le istituzioni e gli esperti per pianificare interventi efficaci a tutela della salute pubblica. “I contaminanti possono degradarsi nel tempo, rendendo essenziali ulteriori indagini”, ha spiegato, evidenziando l’importanza di una gestione precisa della situazione.

Nel dibattito che si è acceso in città, D’Errico ha anche voluto smentire le voci infondate circolate online riguardo a una possibile contaminazione da arsenico. “Al momento non esistono comunicazioni ufficiali che attestino la presenza di altre sostanze nelle acque”, ha affermato il primo cittadino, rassicurando i residenti.

Resta alta l’attenzione sul tema, con i cittadini che si interrogano su come gli eventi si svilupperanno nei prossimi giorni. La situazione di Acerra è un campanello d’allarme che invita tutti a prestare attenzione ai propri territori e alla salute dell’ambiente che ci circonda. Che interventi si adotteranno in futuro? La domanda rimane aperta.

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La Redazione