Arzano, processo per estorsione: il clan Di Lauro nel mirino della giustizia
Arzano è di nuovo al centro dell’attenzione per una vicenda che coinvolge il clan Di Lauro e una serie di presunti atti di estorsione ai danni di un imprenditore locale. Il prossimo 29 settembre, il Gup del Tribunale di Napoli dovrà decidere se rinviare a giudizio sei persone accusate di gravissimi reati legati al pizzo e all’intimidazione.
Le indagini, portate avanti dalla Direzione Distrettuale Antimafia, si sono concentrate su due filoni principali. Il primo riguarda una richiesta di estorsione da 100.000 euro, che avrebbe visto coinvolti Vincenzo Di Lauro, Umberto Lamonica e Salvatore Roselli. Immediatamente dopo, si scopre che vi è anche un secondo filone che coinvolge Gennaro Bizzarro, Giovanni Cortese e Mario Cortese, i quali avrebbero tentato di costringere l’imprenditore a cedere la sua attività e a pagare un pizzo mensile di 1.000 euro, insieme a cambiali da firmare.
Secondo quanto si apprende, l’imprenditore era stato minacciato anche dopo aver rifiutato di cedere il suo bar, a cui erano stati imposti pagamenti mensili e condizionamenti. Il suo calvario iniziò nel 2018 e, stando a quanto dichiarato, il clan si sarebbe definito “proprietario” della sua attività, agendo con una violenza che ha lasciato il segno nella comunità.
La situazione è diventata insostenibile fino a quando l’imprenditore ha deciso di denunciare tutto ai Carabinieri di Arzano, contribuendo all’arresto dei presunti estorsori il 29 gennaio 2023. “Abbiamo sentito un forte rumore e poi il caos,” racconta un vicino del bar. Dopo l’urgenza di quei giorni, il tribunale del Riesame ha poi accolto i ricorsi dei legali, portando alla scarcerazione di tutti gli imputati.
La prossima udienza sarà cruciale: il Gup dovrà decidere se le prove raccolte giustifichino un processo. Intanto, il clima nel quartiere è teso, abitanti e commercianti temono che la situazione non sia ancora del tutto sotto controllo. Nel frattempo, resta da capire come si evolverà questa intricata vicenda di mafia che scuote non solo Arzano, ma l’intera area metropolitana di Napoli.


