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Poggioreale, Ciambriello denuncia: «200 agenti in meno, detenuti chiusi fino a 22 ore al giorno»

Poggioreale, Ciambriello denuncia: «200 agenti in meno, detenuti chiusi fino a 22 ore al giorno»

NAPOLI – Una realtà carceraria allarmante quella del «Giuseppe Salvia» di Poggioreale, dove detenuti sono costretti a vivere in condizioni estreme, in celle affollate e con una carenza di personale che grava sul benessere collettivo. Durante una recente visita, Samuele Ciambriello, garante dei detenuti della Regione Campania, ha svelato una situazione che urla giustizia: fino a dieci persone condividono spazi minimi, trascorrendo fino a 22 ore al giorno rinchiusi.

Questa visita fa parte di un’iniziativa nazionale dell’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione, che ha visto contemporaneamente 34 carceri visitate in 29 città italiane. Al termine della visita, Ciambriello ha evidenziato la mancanza di circa 200 agenti di polizia penitenziaria, un deficit che aggrava ulteriormente la già critica condizione degli internati.

«La comunità penitenziaria è fatta di detenuti e agenti: se stanno bene gli uni, stanno bene anche gli altri», ha dichiarato. Ma la situazione a Poggioreale pare ben lontana da questa visione ideale. La scarsità di personale sanitario, con solo due psichiatri disponibili, rende difficile l’assistenza a quei detenuti affetti da gravi problemi di salute mentale. «Abbiamo visto celle da nove, dieci persone – ha denunciato Ciambriello –. Lo slogan di oggi è: il diritto alla dignità non è negoziabile».

Le critiche non si sono fermate all’affollamento. Ciambriello ha interrogato la presenza di detenuti che scontano pene di pochi mesi: «Che ci fanno ancora qui dentro?». Questa domanda riporta alla luce la necessità di alternative alla detenzione per chi ha commesso reati di lieve entità.

Nonostante le difficoltà, il garante ha riconosciuto gli sforzi della nuova direzione dell’istituto nel cercare di realizzare progetti per la formazione e l’inserimento lavorativo dei detenuti. Tuttavia, le criticità rimangono, soprattutto in ambito sanitario e per l’assistenza ai tossicodipendenti.

L’appello di Ciambriello si rivolge alla Regione Campania, evidenziando che non tutte le aziende sanitarie sono attrezzate per affrontare le sfide legate ai tossicodipendenti. «Il diritto alla dignità non è negoziabile», ha ripetuto, richiamando l’attenzione delle istituzioni.

Al termine della visita, si è parlato di una potenziale collaborazione con l’assessorato regionale, con proposte allo studio per incrementare le attività all’interno del carcere e ridurre il tempo trascorso dai detenuti nelle celle.

Le prossime ore potrebbero rivelarsi fondamentali per capire se verranno attuate misure concrete. Nel frattempo, resta viva la preoccupazione tra i residenti riguardo a una situazione che richiede attenzione senza ulteriori ritardi.

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La Redazione