Il Tribunale di Napoli ha assolto con formula piena Fabio Riccardi, 42enne di Ponticelli, dall’accusa di sequestro di persona aggravato dal metodo mafioso. Riccardi, ritenuto dagli inquirenti come il reggente del clan De Micco, noto come “Bodo”, era stato al centro di un processo che si è concluso con un esito favorevole per la difesa.
La pubblica accusa, rappresentata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, aveva richiesto una condanna a otto anni di reclusione, sostenendo che Riccardi fosse il mandante di un sequestro avvenuto all’interno di un bar nel rione De Gasperi di Ponticelli, ai danni del fratello di un esponente del clan rivale De Luca Bossa-Minichini. Secondo la ricostruzione, l’uomo sarebbe stato costretto a salire su un’auto su ordine di Riccardi, in un episodio con finalità intimidatorie.
Nonostante la gravità dell’accusa, la vittima non ha sporto denuncia e ha fornito agli investigatori una testimonianza poco chiara. Le forze dell’ordine, tuttavia, hanno proceduto con un’indagine accurata, installando una microspia nell’abitazione del presunto sequestrato e acquisendo i filmati delle telecamere di sorveglianza del locale, che hanno permesso di ricostruire la dinamica dell’episodio.
Secondo quanto emerso, il sequestro sarebbe stato una risposta del clan De Micco a una aggressione subita da un loro affiliato in carcere, con l’obiettivo di imporre una mediazione forzata. L’azione era stata eseguita da tre uomini legati al gruppo criminale, già processati separatamente con rito abbreviato.
La sentenza di assoluzione rappresenta un significativo capovolgimento rispetto alle accuse iniziali, anche se Riccardi rimane in carcere per altre cause. Gli esiti del processo evidenziano la complessità delle indagini in contesti di criminalità organizzata e la difficoltà di acquisire prove definitive in situazioni di omertà.
Restano in corso accertamenti e ulteriori sviluppi sull’attività dei clan nella zona di Ponticelli, con particolare attenzione alle dinamiche interne e alle tensioni tra i gruppi rivali che influenzano la sicurezza del quartiere.
Approfondimento
Il caso di Fabio Riccardi si inserisce in un contesto di forte tensione tra i clan della zona orientale di Napoli. Il presunto sequestro rientra in una strategia di ritorsione che riflette le dinamiche di potere e le vendette interne ai gruppi criminali. L’uso di strumenti investigativi come le microspie e l’analisi dei filmati di sorveglianza si è rivelato fondamentale per ricostruire i fatti in un ambiente caratterizzato da omertà e reticenza delle vittime.
La scheda
- Luogo: Ponticelli, rione De Gasperi
- Accusa: sequestro di persona aggravato dal metodo mafioso
- Imputato: Fabio Riccardi, presunto reggente clan De Micco
- Esito: assoluzione con formula piena
- Indagini: microspie, telecamere di sorveglianza
- Contesto: vendetta tra clan rivali
