Il Tribunale di Napoli ha assolto con formula piena Fabio Riccardi, 42enne di Ponticelli, dall’accusa di sequestro di persona aggravato dal metodo mafioso. La decisione giunge al termine di un processo ordinario che ha visto la pubblica accusa chiedere una condanna a otto anni di reclusione.
Riccardi era indicato dagli investigatori come il reggente del clan De Micco, conosciuti come “Bodo”. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo sarebbe stato il mandante di un sequestro lampo ai danni del fratello di un esponente di un gruppo criminale rivale, costretto a salire su un’auto per un incontro con “Fabiolino”.
La vicenda risale ad agosto 2024, quando i Carabinieri intervennero su un episodio avvenuto all’interno di un bar nel rione De Gasperi. Nonostante la gravità del fatto, la vittima non presentò denuncia e fornì una versione poco chiara agli investigatori. Fondamentali per le indagini furono le microspie installate nell’abitazione del sequestrato e l’analisi delle registrazioni delle telecamere di sorveglianza del locale.
Secondo quanto emerso, il sequestro sarebbe stato una strategia di ritorsione legata a un’aggressione subita in carcere da un affiliato del gruppo criminale alleato ai De Micco. Tre uomini, ritenuti vicini al clan, avrebbero prelevato la vittima con modi perentori, costringendola ad accompagnarli.
La difesa, rappresentata dagli avvocati Leopoldo Perone e Giovanni Nappo, ha convinto la corte a rigettare le accuse. Riccardi rimane comunque detenuto per altri procedimenti. Per gli altri coinvolti, come Romualdo Amitrano e Alessio La Volla, sono già stati celebrati processi separati con rito abbreviato.
La sentenza rappresenta un punto importante nel complesso panorama criminale di Ponticelli, evidenziando le difficoltà di indagine in contesti segnati da omertà e strategie mafiose.
Approfondimento
Il caso di Ponticelli mette in luce le dinamiche dei clan De Micco e le difficoltà investigative legate ai sequestri di persona in contesti di criminalità organizzata. Il metodo mafioso, basato su intimidazioni e ritorsioni, si manifesta anche attraverso episodi come questo, che condizionano la vita dei quartieri e richiedono un impegno costante delle forze dell’ordine per garantire sicurezza ai cittadini.
