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Ponticelli, assolto Fabio Riccardi dall’accusa di sequestro di persona: le motivazioni del Tribunale

Il Tribunale di Napoli assolve Fabio Riccardi dall’accusa di sequestro di persona nel contesto dei clan di Ponticelli.

Di La Redazione18 Luglio 2026 - 14:5915 minuti fa 2 min di lettura

Il Tribunale di Napoli ha emesso una sentenza di assoluzione con formula piena nei confronti di Fabio Riccardi, 42 anni, di Ponticelli, imputato per sequestro di persona aggravato dal metodo mafioso. Riccardi era indicato dagli inquirenti come reggente del clan De Micco, noto come “Bodo”.

La decisione è giunta al termine del processo con rito ordinario, ribaltando la richiesta di condanna a 8 anni avanzata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (Dda). L’accusa sosteneva che Riccardi avesse ordinato la pressione sul fratello di un esponente del clan rivale, costringendolo a salire su un’auto per un incontro forzato con lo stesso “Fabiolino”.

Le difese, rappresentate dagli avvocati Leopoldo Perone e Giovanni Nappo, hanno convinto i giudici con argomentazioni che hanno smontato le accuse. Riccardi comunque resta in carcere per altre vicende giudiziarie.

Il caso risale ad agosto 2024, quando i Carabinieri intervennero dopo un sequestro avvenuto in un bar nel rione De Gasperi. La vittima, fratello di Francesco Audino detto “’o cinese”, figura di spicco del clan De Luca Bossa-Minichini, non denunciò l’accaduto. Le indagini si sono basate su intercettazioni ambientali e immagini di videosorveglianza che hanno permesso di ricostruire i fatti nonostante l’omertà della vittima.

Secondo la Dda, il gesto sarebbe stata una rappresaglia legata a un’aggressione subita in carcere da un affiliato del gruppo De Martino, alleato dei De Micco. L’intimidazione, definita “rapimento-lampo”, fu eseguita da tre giovani vicini al clan, che portarono via la vittima con metodi perentori.

Per questa stessa vicenda, due degli esecutori sono già stati giudicati con rito abbreviato. La sentenza di assoluzione di Riccardi rappresenta un punto di svolta, ma le indagini e le tensioni tra i clan di Ponticelli restano sotto la lente delle autorità.

Approfondimento

Il caso del sequestro a Ponticelli si inserisce in un contesto più ampio di contrasti tra i clan De Micco e De Luca Bossa-Minichini. L’utilizzo di metodi mafiosi come il sequestro-lampo testimonia la persistenza di logiche criminali che influenzano la sicurezza nei quartieri popolari di Napoli. Le indagini, nonostante l’omertà, si avvalgono di tecnologie investigative come microspie e videosorveglianza, strumenti fondamentali per contrastare fenomeni difficili da documentare direttamente.

La scheda del caso

  • Luogo: Rione De Gasperi, Ponticelli (Napoli)
  • Data: agosto 2024
  • Accusato: Fabio Riccardi, 42 anni
  • Accusa: sequestro di persona aggravato dal metodo mafioso
  • Esito: assoluzione con formula piena
  • Coinvolti: clan De Micco (Bodo) e De Luca Bossa-Minichini
  • Strumenti investigativi: microspie, videosorveglianza