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Cronaca

Ponte Morandi, la sorella di Giovanni Battiloro: «Giustizia assente»

Di La Redazione17 Luglio 2026 - 09:032 ore fa 2 min di lettura
Ponte Morandi, la sorella di Giovanni Battiloro: «Giustizia assente»

La dolorosa eco di una tragedia continua a risuonare nel cuore di Torre del Greco e non solo. La sentenza sul crollo del Ponte Morandi, che ha spezzato le vite di 43 persone, ha riacceso il dolore fra i familiari delle vittime, in particolare per chi ha perso un figlio, un fratello, un amico. Le parole di Laura Battiloro, sorella di Giovanni, uno dei giovani deceduti, raccontano un affetto inestinguibile e una frustrazione profonda verso la giustizia.

In un intenso sfogo pubblicato su Facebook, Laura ha espresso la sua delusione, dichiarando: «Mi dispiace tanto fratello mio, ma oggi abbiamo avuto la chiara dimostrazione di come la tua morte sia stata ingiusta e vana». Il suo messaggio non è solo una lamentela personale, ma racchiude otto anni di strazio, di udienze e attese, in un lungo calvario giudiziario che non ha restituito la dignità che meritava suo fratello.

Secondo quanto si apprende, il percorso legale ha deluso le speranze di giustizia e risarcimento, tracciando un bilancio amaro: «Abbiamo scoperto che la giustizia non fa il suo corso e che la legge non è in grado di dare dignità alla tua morte con una pena esemplare».

Laura non si ferma qui e lancia un’accusa diretta alle istituzioni, esprimendo il senso di abbandono e impotenza che ha affrontato la famiglia: «Giovanni, giustizia non è stata fatta. Sei solo il figlio di chi ti ha amato. Non è servito a nulla raccontare ciò che abbiamo perso: l’Italia è rimasta solo a guardare per poi voltarsi dall’altra parte». Le sue parole sono un grido di dolore trasmesso a chi ha il potere di cambiare le cose.

Chiude il suo messaggio con un’affermazione semplice ma carica di significato: «Ti amo tanto», un’affermazione di un legame eterno, di una perdita che continua a pesare su una comunità intera. Nel quartiere, l’ombra di questa tragedia resta viva, alimentando un senso di urgenza per una giustizia che sembra ancora distante. La domanda, ora, rimane aperta: quali passi verranno davvero compiuti affinché eventi come questo non si ripetano in futuro?