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Cronaca

Ponticelli, assolto il presunto boss Riccardi dall’accusa di sequestro di persona

Il Tribunale di Napoli assolve Fabio Riccardi dall'accusa di sequestro, mentre restano aperte altre indagini sul clan De Micco.

Di La Redazione18 Luglio 2026 - 14:3413 minuti fa 2 min di lettura

Il Tribunale di Napoli ha emesso una sentenza di assoluzione con formula piena nei confronti di Fabio Riccardi, 42enne di Ponticelli, accusato di sequestro di persona aggravato dal metodo mafioso. Riccardi, indicato dalla Direzione Distrettuale Antimafia come reggente del clan De Micco, noto come “Bodo”, è stato ritenuto non colpevole al termine del processo celebrato con rito ordinario.

La pubblica accusa aveva chiesto una condanna a 8 anni di reclusione, sostenendo che Riccardi fosse il mandante delle pressioni esercitate sul fratello di un esponente rivale, costretto a salire in auto per incontrare “Fabiolino”. Tuttavia, la difesa, affidata agli avvocati Leopoldo Perone e Giovanni Nappo, ha presentato argomentazioni convincenti che hanno ribaltato le accuse, con i giudici che hanno accolto la loro linea difensiva. Riccardi resta comunque detenuto per altre cause.

L’episodio risale all’agosto 2024, quando i Carabinieri hanno indagato su un sequestro di persona avvenuto in un bar del rione De Gasperi. La vittima, fratello di Francesco Audino, detto “‘o cinese”, figura di rilievo del clan De Luca Bossa-Minichini, non ha sporto denuncia e ha fornito una versione poco chiara ai militari. Le forze dell’ordine, però, hanno raccolto prove decisive attraverso microspie installate nell’abitazione della vittima e l’analisi delle immagini di videosorveglianza del locale, ricostruendo la dinamica del rapimento.

Secondo la DDA, il sequestro era una ritorsione per un’aggressione subita in carcere da Salvatore De Martino, affiliato al gruppo alleato dei De Micco. Tre persone legate al clan, Giuseppe Perrella, Romualdo Amitrano e Alessio La Volla, avrebbero agito in modo rapido e perentorio per intimidire il fratello di Audino. Amitrano e La Volla sono già stati giudicati con rito abbreviato per la stessa vicenda.

La sentenza rappresenta un punto di svolta nel procedimento, ma non chiude le indagini sul panorama criminale di Ponticelli e sulle attività del clan De Micco. Le autorità continuano a monitorare la situazione per garantire sicurezza e ordine nel quartiere, in attesa di ulteriori sviluppi giudiziari.

Approfondimento

Il caso del presunto sequestro di persona a Ponticelli evidenzia le difficoltà di contrasto ai fenomeni di criminalità organizzata nella zona. La vicenda si inserisce in un contesto di rivalità tra clan storici, con dinamiche che coinvolgono ritorsioni e strategie di intimidazione. L’uso di microspie e telecamere dimostra l’importanza delle tecnologie investigative per ricostruire eventi complessi, soprattutto in presenza di omertà. Resta centrale l’impegno delle istituzioni per tutelare la sicurezza dei cittadini e contrastare la presenza mafiosa nel territorio.

La scheda

  • Luogo: Ponticelli, rione De Gasperi
  • Accusato: Fabio Riccardi, 42 anni
  • Accusa: Sequestro di persona aggravato dal metodo mafioso
  • Esito: Assoluzione con formula piena
  • Coinvolti: Clan De Micco (“Bodo”), clan De Luca Bossa-Minichini
  • Indagini: Microspie, videosorveglianza, testimonianze