NAPOLI – La cronaca si tinge di grigio per uno degli inganni più audaci degli ultimi anni: un ateneo fittizio che ha erogato oltre cinquecento titoli accademici, incassando rette annuali e utilizzando documenti contraffatti. L’operazione della Procura, condotta dalla Guardia di Finanza, si è conclusa con il sequestro preventivo di 37 persone, accusate di associazione per delinquere e falsità materiale.
Dietro il nome rassicurante di Università Popolare degli Studi Sociali e del Turismo (UNI.PO.S.S.T.), l’ente occultava una realtà ben diversa. Secondo quanto riportato dalla fonte originaria della notizia, l’organizzazione prometteva a studenti illusi diplomi validi, vantando cifre da capogiro: più di 2.500 laureati, un tasso di soddisfazione altissimo e occupazione garantita per il 40% dei neolaureati, tutto a fronte di una retta annuale di 1.500 euro. Un’ingegneria perfetta del raggiro.
Il sito web dell’istituto esibiva accreditamenti falsi e sigilli contraffatti, compreso quello della Regione Campania, dando così un’apparenza di ufficialità. Gli investigatori, però, hanno rivelato l’assenza totale di una struttura reale: niente aule, laboratori o sedi universitarie. Solo truffa e finti diplomi, rinvenuti durante le perquisizioni dagli uomini delle fiamme gialle, compresi 459 certificati di laurea falsificati.
Tra i nomi associati a questa vicenda sorprende quello di Pippo Franco: l’attore, insignito di una laurea honoris causa nel 2016, si è detto ignaro del sistema illegale instaurato. “Non sapevo nulla di questa realtà,” ha commentato, rendendo chiara la sua estraneità al caso.
Il Giudice per le indagini preliminari ha preso decisioni severe, chiudendo il sito dell’ente e i relativi canali social, mentre le indagini proseguono per risalire alla rete di collaborazioni e verificare come siano stati utilizzati questi titoli, privi di qualsiasi validità legale. “Situazioni come questa creano un danno inestimabile a chi cerca un percorso di formazione serio,” afferma un esperto del settore.
Con il velo dell’inganno sollevato, la domanda che aleggia tra i cittadini è chiara: quali misure verranno adottate per tutelare il diritto all’istruzione? La vicenda di questo ateneo fantasma potrebbe rivelare molte altre sorprese nei prossimi giorni.

