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Vertenza sulla radioterapia a Napoli: Accarino critica i risultati del confronto sui tetti di spesa

La disputa sui tetti di spesa per la radioterapia resta senza soluzione: le misure annunciate non conseguono il finanziamento necessario, avverte Accarino. Sul territorio aumentano ansia e incertezza tra reparti e utenti.

Di La Redazione12 Agosto 2026 - 04:239 ore fa 2 min di lettura
Vertenza sulla radioterapia a Napoli: Accarino critica i risultati del confronto sui tetti di spesa

La situazione relativa al finanziamento della radioterapia a Napoli rimane critica: nonostante le promesse, i fondi necessari ai reparti non sono ancora stati trasferiti, suscitando preoccupazione tra i pazienti riguardo a possibili ritardi nelle cure.

Marco Accarino ha espresso fermezza nella sua valutazione: «La montagna ha partorito un topolino, il finanziamento resta un problema irrisolto». Le sue parole pongono in luce la situazione attuale, segnata da incontri istituzionali recenti che, sebbene abbiano portato rassicurazioni politiche, non hanno prodotto risposte concrete per garantire la continuità delle terapie.

Il problema risiede nei tetti di spesa, che limitano drasticamente i budget, impattando su servizi ad alta tecnologia. In un contesto in cui i costi per macchinari, manutenzione, materiali e personale specializzato sono elevati, le sole dichiarazioni di intenti risultano insufficienti. I reparti stanno richiedendo chiarezza in merito ai flussi di risorse e alle procedure che consentano di pianificare piani terapeutici e sedute senza interruzioni.

L’incertezza non riguarda solo l’amministrazione: per i pazienti in terapia, essa si traduce in ansia e preoccupazione. Le sedute di radioterapia richiedono una programmazione precisa, e ogni ritardo può avere effetti negativi sia clinici che psicologici. Gli operatori segnalano l’attuale difficoltà nel conciliare calendari, contratti con i fornitori e liste di attesa, quando il budget futuro non è garantito.

A livello istituzionale, le aperture non mancano: gli assessori e i dirigenti sanitari hanno esplicitato la necessità di chiarire meccanismi e tempistiche per i trasferimenti, e più di una voce ha evidenziato l’urgenza di approcci coordinati per evitare che gli ospedali si trovino a negoziare in maniera disorganizzata. Tuttavia, questa nota contraddizione — annunci grandiosi senza solide garanzie operative — è stata criticata da Accarino come una manifestazione di risultati insufficienti.

Nel frattempo, le associazioni di pazienti e professionisti proseguono nel richiedere azioni immediate: non cercano slogan, ma l’effettivo trasferimento di risorse che consenta ai reparti di mantenere alti standard di servizio. Se la politica non traduce le parole in fatti, ci si potrebbe avvicinare a conseguenze tangible nella salute dei cittadini: sedute confermate, rispetto dei tempi di attesa e sicurezza nelle cure.