Home Cronaca Due fratelli in Lussemburgo coinvolti nell’omicidio di un…
Cronaca

Due fratelli in Lussemburgo coinvolti nell’omicidio di un buttafuori, fermati dalle autorità

Di La Redazione11 Agosto 2026 - 21:3216 ore fa 2 min di lettura
Due fratelli in Lussemburgo coinvolti nell’omicidio di un buttafuori, fermati dalle autorità

**Sangineto: Arrestati i fratelli coinvolti nel pestaggio mortale**

C’è una svolta cruciale nell’inchiesta riguardante il tragico pestaggio avvenuto la notte tra l’8 e il 9 agosto scorso, all’esterno della discoteca “Il Castello” di Sangineto. Due fratelli, Domenico e Umberto Orsino, rispettivamente di 22 e 24 anni e residenti in Lussemburgo, sono stati fermati con l’accusa di omicidio. Domenico è anche un giocatore della nazionale di rugby del Granducato, mentre Umberto lavora come fisioterapista. I due, presentatisi di fronte al pubblico ministero della Procura di Paola, hanno fatto uso della facoltà di non rispondere.

**Dalla lite all’aggressione fatale**

La ricostruzione degli eventi da parte delle forze dell’ordine dettaglia come il diverbio tra la vittima, Antonio Perrotta, 34 anni, e i due fratelli sia iniziato all’interno della discoteca, per poi degenerare all’esterno in un’aggressione violenta. Perrotta, soccorso e trasportato urgentemente in ospedale da un amico, è stato successivamente trasferito al nosocomio di Cosenza, dove è deceduto il giorno seguente. Le indagini hanno utilizzato le immagini delle telecamere di sorveglianza per identificare i presunti aggressori.

**Un uomo e la sua famiglia in lutto**

Antonio Perrotta viveva a Fuscaldo con la moglie e i loro quattro figli, l’ultimo dei quali nato da poco. Di giorno lavorava come operaio e di notte come addetto alla sicurezza nei locali della zona. La sua famiglia è distrutta dalla tragedia: la madre e il fratello, Nazzareno Perrotta, hanno espresso il loro dolore, chiedendo giustizia. “Me l’hanno ammazzato”, ha affermato la madre in lacrime, mentre i familiari lottano per affrontare la perdita.

**Misure disciplinari per il locale**

Da parte sua, la direzione della discoteca “Il Castello” ha rilasciato una nota, nel tentativo di prendere le distanze dall’accaduto, affermando che Antonio non fosse un loro dipendente. Tuttavia, la ricostruzione dei fatti ha portato la Questura di Cosenza a sospendere l’attività del locale per 15 giorni, per motivi di ordine pubblico. Questo episodio ha messo in luce le ombre che gravano sulla sicurezza dei locali notturni, sollevando interrogativi su come gestire situazioni di conflitto e violenza.