Un intervento improvviso ha messo in luce un business abusivo sul litorale di Sorrento, in una zona già colpita da gravi preoccupazioni per la sicurezza. Durante un blitz del parlamentare Francesco Emilio Borrelli, si è scoperto che una struttura ricettiva priva di autorizzazioni stava sfruttando illegalmente la bellezza della Pignatella, vicina ai famosi bagni della Regina Giovanna.
Nel corso di un’operazione che mirava a garantire la legalità sulla costa a sud di Napoli, il deputato ha portato alla luce una serie di irregolarità, tra cui oltre 300 lettini e una miriade di ombrelloni stoccati in un deposito. Il gestore dell’impianto, tratto in arresto, avrebbe persino cercato di corrompere un poliziotto per evitare i controlli. La notizia è stata subito condivisa da Borrelli sui propri profili social, sottolineando l’urgenza della situazione.
Secondo quanto riportato dalla prima ricostruzione, l’area in questione è interdetta al pubblico proprio per il rischio di crolli, rendendo ancora più grave la violazione delle norme. Non solo, per usufruire della spiaggia, i bagnanti dovevano pagare un vero e proprio “dazio” per accedere, oltre al costo per l’affitto dei lettini.
La comunità locale è in stato di allerta. “La situazione crea ansia, è inaccettabile che possano avvenire operazioni del genere in zone a rischio”, ha commentato un residente. Le domande sull’efficacia dei controlli da parte della Polizia Locale e della Guardia Costiera sono aumentate, con i cittadini che richiedono maggiore vigilanza e trasparenza.
Questa iniziativa fa parte di una serie di verifiche che ha già toccato altri comuni, come Torre del Greco e Vico Equense. Ora il focus si sposta verso il litorale di Meta di Sorrento, dove si segnalano altre criticità legate alla fruizione delle spiagge libere, in attesa di risposte definitive. Intanto, nel quartiere, tanti si chiedono: come è stato possibile che tutto questo avvenisse sotto gli occhi di tutti? La risposta, ora, rimane aperta.
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