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Targhe polacche, svelato il raggiro: 5 milioni di euro di multe per i napoletani

Di La Redazione9 Agosto 2026 - 07:0214 ore fa 4 min di lettura
Targhe polacche, svelato il raggiro: 5 milioni di euro di multe per i napoletani

Negli ultimi tempi, il fenomeno delle targhe polacche è esploso in Campania, rappresentando una via d’uscita per molti automobilisti napoletani dalle elevate tariffe di assicurazione Rc Auto. Tuttavia, quello che sembrava un vantaggio potrebbe ora trasformarsi in un ingombrante problema legale ed economico per centinaia di conducenti.

Già sono giunte le prime notifiche dalla Polonia: centinaia di automobilisti coinvolti si trovano di fronte a un debito che supera i cinque milioni di euro, somma che l’organismo polacco Pbuk, responsabile per i risarcimenti dei veicoli non assicurati, intende recuperare da agenzie e guidatori.

Meccanismo di immatricolazione contorto

Il processo era relativamente semplice, ma al contempo controverso. Gli automobilisti cancellavano i propri veicoli dai registri italiani e li immatricolavano in Polonia attraverso società specializzate, continuando poi a usarli in Italia mediante contratti di noleggio a lungo termine. Questa pratica consentiva di accedere a tariffe assicurative notevolmente più basse rispetto a quelle vigenti in Italia, specialmente nell’area napoletana, dove i premi possono essere vertiginosamente alti.

Tuttavia, sul lungo periodo, si è rivelato che molti veicoli non erano coperti da una reale assicurazione, creando scompiglio tra le normative europee.

Impatto del fenomeno

Le dimensioni del fenomeno sono preoccupanti. Nel 2025, la provincia di Napoli ha registrato 14.066 immatricolazioni di veicoli con targa polacca, secondo il Registro Nazionale dei Veicoli Esteri. Gli incidenti che coinvolgono mezzi immatricolati in Polonia hanno superato i 5.364 solo nella provincia partenopea, rappresentando oltre la metà del totale nazionale.

Il dato più inquietante emerge dalle verifiche assicurative: su 2.263 incidenti, quasi la metà della documentazione presentata non garantiva un’effettiva copertura assicurativa. Spesso, la famigerata Carta Verde era accompagnata da assicurazioni inesistenti o inefficaci ai fini del risarcimento.

La battaglia legale si intensifica

Fino ad oggi, il sistema ha retto grazie agli accordi internazionali di risarcimento. L’Ufficio Centrale Italiano (Uci) risarciva le vittime, rivalendosi poi sull’organismo polacco. Ora, con il Pbuk che interrompe questo meccanismo, le vittime si trovano a dover affrontare direttamente le richieste di rimborso.

Già circa cento azioni legali sono state avviate contro società e automobilisti coinvolti, in base alle clausole dei contratti di noleggio stipulati. Inoltre, l’Uci ha coinvolto l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per fare chiarezza su un mercato che prometteva risparmi, ma ha esposto migliaia di utenti a rischi enormi.

Una questione di fondo

La questione delle targhe polacche va oltre il semplice problema assicurativo. Essa mette in evidenza tensioni strutturali che da tempo affliggono Napoli e la sua provincia. Se da un lato ci sono premi Rc Auto tra i più alti d’Italia, dall’altro vi è un contesto di alta incidentalità e frodi, che penalizza anche gli automobilisti onesti. La soluzione a questo dilemma è ancora da trovare, mentre le conseguenze ricadono pesantemente su migliaia di cittadini.

Negli ultimi tempi, sempre più cittadini, colpiti da un notevole incremento dei costi delle assicurazioni, stanno cercando metodi alternativi per risparmiare, puntando su soluzioni a prima vista vantaggiose. Tuttavia, questa ricerca di scorciatoie si sta rivelando rischiosa, poiché spesso coinvolge pratiche non del tutto legittime, con potenziali conseguenze legali e finanziarie molto gravi.

Il recente caso delle targhe polacche, ad esempio, non rappresenta un episodio isolato, ma piuttosto una manifestazione tangibile di una problematica che coinvolge una fascia ampia della popolazione. Questo fenomeno evidenzia come il mercato parallelo delle assicurazioni stia prosperando in un contesto economico difficile, dove il peso dei costi di mobilità incide notevolmente sui bilanci familiari.

In un ambiente del genere, ci sono operatori pronti a sfruttare la vulnerabilità delle persone, offrendo soluzioni “miracolose” che in realtà possono generare richieste di risarcimento elevate e lunghi contenziosi legali. Affidarsi a circuiti poco trasparenti, quindi, può portare a conseguenze economiche devastanti, ben più gravi di quanto si sperasse di risparmiare.

Il messaggio è chiaro: finché la differenza tra i premi delle polizze Rc Auto a Napoli e nel resto d’Italia rimarrà così marcata, occorrerà affrontare seriamente la questione. Affidarsi a metodi opachi potrebbe trasformarsi in un rischio maggiore rispetto al risparmio iniziale sul premio assicurativo. La situazione richiede un’urgente riflessione per evitare che la ricerca di sollievo finanziario si traduca in danni significativi a lungo termine.