Massa Lubrense – Una scena inattesa si è svolta ieri sera sulla spiaggia di Marina del Cantone: la Guardia Costiera ha dato il via a un’imponente operazione contro abusivismi che ha portato al sequestro di importanti attività balneari e ristorative. I militari della Capitaneria di Porto di Castellammare, coordinati dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, hanno eseguito il blitz in risposta a numerose segnalazioni da parte dei cittadini preoccupati per l’occupazione illegale del demanio marittimo.
Nel mirino degli agenti sono finiti tre locali, tra cui il noto ristorante “Maria Grazia”. Famoso in tutto il mondo per i suoi spaghetti alla Nerano, il locale ha visto i suoi tavolini, collocati senza autorizzazione direttamente sulla battigia, sigillati dalle forze dell’ordine. “Abbiamo visto un forte rumore e poi il caos”, racconta un bagnante sorpreso dall’operazione. Già colpita da una misura interdittiva a luglio, la struttura ha continuato a violare le normative, attirando l’attenzione delle autorità.
Altri segni di irregolarità sono stati riscontrati anche al lounge bar “Musdea”, mentre, fortunatamente, “L’Africano” ha dimostrato di essere in regola con tutte le autorizzazioni. L’operazione, che ha creato scalpore tra i residenti e i frequentatori della spiaggia, pone nuova attenzione sulle dinamiche della legalità nella zona.
La tematica degli abusi si è intensificata, specialmente dopo la visita del deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, che da settimane effettua un tour di monitoraggio lungo i lidi del sud di Napoli. Stando a quanto emerso dalla prima ricostruzione, il suo intervento sembra aver dato il là a una serie di controlli più serrati, ma il dibattito è acceso: come è stato possibile che la Polizia Locale e l’amministrazione di Massa Lubrense abbiano permesso che queste situazioni di abuso perdurassero, nonostante i numerosi richiami del pubblico?
Nel quartiere resta alta la preoccupazione per la gestione degli spazi comuni e la questione degli abusi potrebbe non concludersi qui. “Le prossime ore potrebbero essere decisive per capire come le istituzioni intendono affrontare questa problematica”, affermano i residenti, preoccupati ma speranzosi di un cambiamento.
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