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Luce sulla Certosa di Capri: l’Hackert omaggia la ‘Veduta del Monte Solaro’ dalla Reggia

La 'Veduta di Capri con il Monte Solaro' di Jacob Philipp Hackert è arrivata alla Certosa di San Giacomo come prestito dalla Reggia di Caserta e viene esposta nella mostra 'Il mito di Capri', rafforzando il circuito culturale regionale e l’offerta turistica dell’isola.

Di La Redazione12 Agosto 2026 - 00:2413 ore fa 2 min di lettura
Luce sulla Certosa di Capri: l’Hackert omaggia la ‘Veduta del Monte Solaro’ dalla Reggia

**Un Nuovo Sguardo su Capri: L’Arrivo di Hackert alla Certosa di San Giacomo**

La Certosa di San Giacomo accoglie un nuovo prestigioso ospite: la “Veduta di Capri con il Monte Solaro” di Jacob Philipp Hackert, recentemente trasferita dalla Reggia di Caserta. Questa tela non è solo un’opera d’arte, ma un’importante pietra miliare nella collaborazione culturale tra i musei della Campania, arricchendo ulteriormente la mostra “Il mito di Capri”.

L’inserimento del dipinto settecentesco testimonia un potenziamento del legame culturale tra le istituzioni, evidenziando come l’arte possa diventare un veicolo di arricchimento per l’isola. Capri è già un palcoscenico vivente, ma la tela di Hackert offre una prospettiva storica sull’immagine dell’isola, influenzando il modo in cui residenti e turisti percepiscono il paesaggio.

Famoso per la sua dettagliata rappresentazione topografica e l’abilità nel catturare la luce, il dipinto offre un contrappunto alle moderne visioni del turismo caprese. Per gli abitanti dell’isola, la mostra rappresenta non solo un incentivo a esplorare il proprio territorio, ma anche una variazione nei flussi turisti, con impatti tangibili su servizi come i traghetti e l’ospitalità culturale.

Il trasferimento di questo capolavoro richiede standard rigorosi di conservazione e sicurezza, un aspetto che sottolinea l’importanza delle sinergie tra istituzioni culturali. Questo gesto riacuisce la discussione su come valorizzare e integrare il patrimonio artistico locale, trasformando i musei in hub culturali che vanno oltre i confini locali. Per la Certosa, l’evento rappresenta un riconoscimento significativo: l’opera aumenta il valore scientifico e l’appeal della mostra, contribuendo a scrivere una nuova pagina della storia visiva di Capri.

Per i residenti del Golfo, la presenza dell’Hackert all’interno del chiostro non significa solo l’accesso a un quadro, ma anche la creazione di un’opportunità per una partecipazione culturale attiva. “Il mito di Capri”, così, non si arricchisce solo di un’opera, ma diventa un ponte tra isola e terraferma, unendo antiche tradizioni artistiche con le nuove modalità di esperienza culturale.