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Quattro smartphone sequestrati a Secondigliano, attenzione ai legami con i boss locali

Di La Redazione12 Agosto 2026 - 22:3621 ore fa 2 min di lettura
Quattro smartphone sequestrati a Secondigliano, attenzione ai legami con i boss locali

Nuove misure di sicurezza vengono sollecitate a seguito di un’importante operazione nel carcere di Secondigliano, a Napoli, dove sono stati sequestrati quattro smartphone. Questo intervento, realizzato dagli agenti della Polizia Penitenziaria all’interno del reparto Ligure – Alta Sicurezza, ha avuto luogo durante una perquisizione straordinaria mirata a smantellare il crescente fenomeno dell’introduzione di dispositivi di comunicazione illegali nelle carceri.

Il ritrovamento evidenzia l’impegno del personale penitenziario nel contrastare l’uso illecito di telefonini da parte dei detenuti, in particolare those considerati figure di spicco della camorra. A confermare l’operazione è stato il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), con il vice segretario regionale della Campania, Lello Munno, che ha sottolineato l’importanza di mantenere elevata la vigilanza per prevenire simili episodi.

“Il ritrovamento mette in luce la necessità di controlli rafforzati e di un’attenzione costante,” ha dichiarato Munno, ribadendo che le misure di sicurezza devono sempre essere potenziate nei reparti ad alta criticità. A sostegno di tale posizione, Donato Capece, segretario generale del Sappe, ha elogiato il lavoro degli agenti, evidenziando la loro professionalità e capacità operativa.

Tuttavia, Capece ha espresso preoccupazione per l’evidente diffusione dei cellulari nei penitenziari italiani, esprimendo l’urgenza di strumenti tecnologici adeguati per il monitoraggio. “Non può essere solo una responsabilità degli agenti sul campo. È fondamentale investire in tecnologie avanzate e nel potenziamento degli organici per contrastare efficacemente queste problematiche,” ha affermato.

Il sequestro di Secondigliano riporta sotto i riflettori un fenomeno preoccupante: i telefoni cellulari, che consentono ai detenuti di comunicare illegalmente con l’esterno, continuano a rappresentare una delle sfide più gravi per la sicurezza all’interno delle strutture penitenziarie. Per questo motivo, rilanciando l’appello, il sindacato richiede una revisione delle politiche e un maggiore impegno finanziario per migliorare i controlli e la sicurezza nelle carceri.