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Lavitola si presenta dal Gip e spiega: ‘Ho agito per aumentare la scorta di Ranucci’

Di La Redazione12 Agosto 2026 - 20:0224 ore fa 1 min di lettura
Lavitola si presenta dal Gip e spiega: ‘Ho agito per aumentare la scorta di Ranucci’

**Lavitola: “Ero il mandante dell’attentato a Ranucci per proteggerlo”**

Valter Lavitola ha confessato di essere il mandante dell’attentato ai danni di Sigfrido Ranucci, avvenuto nel 2025 a Pomezia, e ha specificato che la sua azione non aveva motivazioni politiche. L’avvocato difensore, Sergio Cola, ha reso pubbliche queste rivelazioni dopo l’interrogatorio dell’indagato presso il carcere di Rebibbia.

Durante l’interrogatorio, durato cinque ore, Lavitola ha spiegato che la sua intenzione era di proteggere Ranucci, che aveva subito diverse minacce e non godeva di adeguate misure di sicurezza. “All’epoca, Ranucci aveva solo due uomini di scorta”, ha sottolineato l’avvocato, rivelando che, dopo l’attentato, il dispositivo di sicurezza è aumentato da due a otto agenti.

Cola ha evidenziato che, sebbene l’azione di Lavitola abbia incidentemente accresciuto la notorietà di Ranucci, non esiste alcun movente politico dietro l’attentato.

L’avvocato ha anche richiesto al pubblico ministero di valutare la possibilità di concedere a Lavitola gli arresti domiciliari in alternativa alla detenzione in carcere. La richiesta, dopo il parere del PM, sarà portata all’attenzione del Giudice per le indagini preliminari per una decisione finale. Non si esclude l’ipotesi che la difesa possa successivamente ricorrere al tribunale del Riesame per ottenere una misura meno restrittiva.