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Morte di Maradona, emergono dettagli inquietanti durante il processo: “Era gonfio e immobile”

Di La Redazione7 Agosto 2026 - 17:361 ora fa 2 min di lettura
Morte di Maradona, emergono dettagli inquietanti durante il processo: “Era gonfio e immobile”

Il dramma degli ultimi giorni di Diego Armando Maradona torna a far discutere. A raccontarlo è Nicolàs Taffarel, il massaggiatore personale del fuoriclasse argentino, che ha testimoniato in un processo in corso riguardo le circostanze della sua morte avvenuta il 25 novembre 2020.

Le parole di Taffarel, cariche di emozione, riportano alla luce un quadro preoccupante. Il massaggiatore descrive un Maradona diverso, isolato e in difficoltà, nel bel mezzo di una pandemia che complicava ulteriormente la situazione. “All’inizio del periodo di isolamento, Maradona aveva ritrovato un po’ di grinta, ma poi ha cominciato a chiudersi in se stesso”, racconta. L’ex calciatore mostrava evidenti segni di disagio psicologico e fisico, con difficoltà a camminare e un edema alla gamba destra.

Secondo quanto si apprende dalle prime informazioni disponibili, la situazione di salute di Maradona si è drammaticamente aggravata. “Non voleva alzarsi dal letto né mangiare. Era gonfio, con le gambe in condizioni critiche”, continua Taffarel, che ha cercato in ogni modo di aiutarlo. La testimonianza si fa ancor più tragica quando il massaggiatore descrive Maradona trascorrere intere giornate in una posizione scomoda, senza nemmeno il conforto di un massaggio.

Un interrogativo si fa strada tra le parole di Taffarel: le modalità di cura adottate dallo staff medico. “Ho chiesto se stesse assumendo diuretici, e mi è stato detto di no. Non so da chi sia stata presa questa decisione”, spiega, facendo pesare la sua confusione e preoccupazione. E in un periodo già difficile come quello del Covid, la scarsità di attenzioni specifiche sembra aggravare una situazione già critica.

“Ho cercato di far notare le mie preoccupazioni, ma non vedevo azioni concrete”, conclude Taffarel, visibilmente commosso. Un racconto che suggerisce la necessità di risposte in un contesto in cui la salute di un mito dello sport è stata messa in discussione, lasciando una comunità intera con una domanda: come si è potuto arrivare a questo? Le prossime settimane potrebbero rivelarsi decisive per chiarire la vicenda e il destino di chi ha avuto in cura una leggenda.