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Striano, sigilli a stabilimento dolciario per violazioni ambientali gravi

Di La Redazione6 Agosto 2026 - 11:3658 minuti fa 2 min di lettura
Striano, sigilli a stabilimento dolciario per violazioni ambientali gravi

Un nuovo intervento contro l’inquinamento del fiume Sarno ha preso vita il 4 agosto 2026, con il sequestro preventivo dello stabilimento I.D.A.V. SpA, situato a Striano. Un’operazione che segna un passo significativo nella battaglia per salvaguardare l’ambiente, vista la crescente preoccupazione per le irregolarità emerse.

La Procura di Torre Annunziata ha coordinato l’azione, supportata dalla Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia e dai Carabinieri della Stazione di Striano. Dalle prime verifiche, sono emerse gravi violazioni ambientali che hanno sollevato il campanello d’allarme tra i residenti e le istituzioni locali. Secondo quanto riportato dalle prime informazioni, l’azienda aveva già subito un sequestro nel 2024 per vari reati ambientali, tra cui scarichi abusivi di reflui industriali e violazioni edilizie.

Nonostante il dissequestro del luglio 2025, che aveva chiaramente prescritto il divieto di uso per attività produttive, i controlli hanno rivelato che l’azienda era ripresa a lavorare senza le necessarie autorizzazioni. Le acque reflue industriali venivano scaricate direttamente nel piazzale antistante e accumulate in cisterne che affacciano sul canale rio Foce, non solo violando i divieti ma anche aggravando il danno ambientale.

“Abbiamo notato un forte odore e una strana nuvola di fumi provenire dalla zona,” racconta un residente del quartiere, evidenziando la preoccupazione generale intorno alla salute pubblica e alla qualità della vita.

Nel cuore dello stabilimento, venivano lavorati prodotti derivati dalla frutta, come ciliegie e arance, ma le condizioni in cui venivano gestiti desta timori significativi. Da quanto emerge, le forze dell’ordine sono intervenute per sequestrare nuovamente un’area di 5.000 mq, prevenendo ulteriori danni.

Questa operazione si inserisce in una strategia più ampia di contrasto all’inquinamento nel bacino del Sarno e lungo la costa della penisola sorrentina, coordinata dalla Procura di Torre Annunziata e sostenuta dall’ARPAC. Tuttavia, resta il dubbio su quanto tempo ci vorrà affinché la situazione migliori e quali saranno le conseguenze per l’azienda e per la comunità.

Nel quartiere, l’attenzione è alta e i cittadini si chiedono se questa storia verrà davvero chiusa o se, al contrario, avrà nuovi sviluppi nei prossimi giorni.