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Castellammare, occupazioni abusive e blocco sgomberi: tensione per il futuro del Comune

Di La Redazione6 Agosto 2026 - 09:031 ora fa 3 min di lettura
Castellammare, occupazioni abusive e blocco sgomberi: tensione per il futuro del Comune

Oltre 300 alloggi comunali, una morosità che sfiora il 45% e 54 occupazioni abusive: la situazione del patrimonio abitativo di Castellammare di Stabia è da allerta rossa. Nei giorni scorsi, il Consiglio dei Ministri ha decretato lo scioglimento del comune, citando gravi irregolarità nella gestione edilizia come uno dei motivi principali.

Il punto emerso dalla relazione dei commissari, resa pubblica, manifesta un quadro allarmante: ritardi cronici e sgomberi realizzati quasi unicamente sotto pressione della Procura. “Le operazioni sono state ostacolate da questioni politiche”, spiega un dirigente comunale, mettendo in luce le mancanze nella ricerca di soluzioni abitative per i cittadini.

Nel complesso, Castellammare dispone di oltre 300 edifici di edilizia residenziale, molti dei quali localizzati nel Quartiere Savorito, storicamente destinato a famiglie rimaste senza casa dopo il terremoto del 1980. Altri immobili si trovano in diverse aree della città, ma la loro gestione sembra essere senza direzione: nel febbraio 2026, la morosità tra gli assegnatari è drammaticamente alta e non sembrano esserci piani concreti per affrontarla.

Secondo quanto si apprende, nel 2018 il Comune aveva avviato un programma articolato per regolarizzare questo patrimonio, che includeva il censimento degli immobili e l’eliminazione delle occupazioni abusive. Tuttavia, il progetto non ha mai visto un compimento, e ora resta un mero progetto sulla carta. “Ci sono state solamente diffide nel 2023, ma senza ordinanze di sgombero, il recupero degli alloggi è bloccato”, riferiscono fonti interne.

Mentre i residenti si interrogano sul futuro delle loro abitazioni, l’inquietudine cresce. La domanda ora resta aperta: quali saranno i prossimi passi della nuova gestione? E quali risposte arriveranno alle famiglie in difficoltà? La vicenda, beffarda e complessa, evidenzia come la mancanza di azioni decisive possa portare a un’ulteriore emergenza abitativa.Cala il sipario sulla situazione di caos e illegalità a Torre Annunziata, dove le occupazioni abusive di immobili ERP (Edilizia Residenziale Pubblica) hanno sollevato un campanello d’allarme. La Commissione che sta esaminando la vicenda ha messo in evidenza la lentezza degli interventi da parte dell’amministrazione comunale, rivelando un quadro preoccupante per la sicurezza e la legalità nel territorio.

Nel giro di pochi mesi, la Procura ha dovuto intervenire per avviare alcuni sgomberi, ma le operazioni sono state lente e superficiali. Diversi nuclei familiari sono stati messi in sicurezza, tra cui alcune case nel Quartiere Savorito e quattro unità nei pressi di via Benedetto Brin, tutte già conosciute alle forze dell’ordine. Secondo quanto emerso dalla relazione, però, molto di questo lavoro è stato spinto da un impulso esterno, piuttosto che da una programmazione autonoma dell’ente locale.

A colpire è stata la giustificazione fornita dal dirigente responsabile dell’operazione: “Mancava il personale”. Con soli due funzionari a disposizione, la complessità delle procedure e la scarsità di risorse hanno reso difficile dare seguito agli sgomberi, un’affermazione che ha incontrato scetticismo tra i commissari. Nonostante ci siano strumenti normativi a disposizione, il Comune non è riuscito a gestire autonomamente una situazione tanto delicata, aggravata dalla preoccupante storia di infiltrazioni mafiose.

Un altro punto critico emerso riguarda la cronica interferenza della politica nelle operazioni di sgombero. Durante le audizioni, è stato sottolineato come le “vicende politiche” abbiano rallentato i progressi, con riferimenti specifici a decisioni prese per fermare le operazioni, coincidenti con una crisi di maggioranza in consiglio comunale. Questo solleva interrogativi sulla trasparenza e l’efficacia della governance locale.

I commissari hanno concluso che il ripristino della legalità in questo settore è fondamentale, per proteggere il patrimonio pubblico da logiche illecite. La questione della morosità e delle occupazioni abusive rimane aperta, lasciando spazio a molte domande. “Intanto tra i residenti resta alta l’attenzione su quanto potrebbe accadere nei prossimi giorni”, commentano alcuni cittadini, temendo che la situazione potrebbe non risolversi facilmente.

Restano ora da chiarire gli ultimi passaggi della vicenda e il futuro di un’amministrazione già provata da eventi non certo edificanti. La domanda, ora, resta aperta: quali saranno i prossimi passi del Comune per affrontare questa emergenza?