Un presunto scandalo affossa la gestione dell’approdo turistico di Lacco Ameno. Secondo l’ipotesi avanzata dalla Procura regionale della Corte dei Conti della Campania, la società che ha gestito il porto avrebbe danneggiato le casse comunali per oltre 1,7 milioni di euro, cifra che getta un’ombra inquietante su come siano stati amministrati i fondi pubblici.
Le indagini, supportate dalla Guardia di Finanza di Ischia, sono scaturite dalla denuncia di un persistente mancato pagamento dei canoni concessori. “La situazione ha creato molta preoccupazione nella zona,” riferiscono alcuni cittadini, sottolineando come questa vicenda risuoni forte nell’economia locale già provata dalla pandemia.
Secondo quanto emerge, la concessionaria avrebbe utilizzato un’area demaniale di oltre 56.000 metri quadrati senza versare i dovuti canoni per anni. Non solo: il Comune avrebbe continuato a sostenere i costi delle utenze idriche ed elettriche dell’approdo, senza mai ricevere il dovuto rimborso. Questo ha contribuito, secondo gli inquirenti, a un impoverimento crescente delle finanze comunali.
Un colpo durissimo per lacco Ameno, che quest’anno ha visto il ritorno della gestione dell’approdo nelle mani del Comune. Una decisione che segna un tentativo di recuperare il controllo e migliorare i servizi per residenti e turisti, ridefinendo regolamenti e assegnazioni di posti barca. La concessione pubblica attuale sarà in vigore fino a settembre 2028 e rappresenta un passo verso un’amministrazione più trasparente.
Il procedimento davanti alla Corte dei Conti è di natura civile e mira al risarcimento dei danni, piuttosto che a sanzioni penali. I magistrati contabili dovranno ora valutare la fondatezza delle contestazioni e la responsabilità amministrativa della concessionaria e del suo amministratore. Può sembrare solo un procedimento contabile, ma questa vicenda tocca un nervo scoperto per l’economia isolana, strettamente legata al turismo nautico.
Intanto, i residenti e gli operatori del settore attendono risposte. Resta aperta la questione sui fondi sottratti e sul futuro dell’approdo. Un caso che potrebbe rappresentare un campanello d’allarme su come vengano trattati i beni pubblici sul territorio. Le prossime ore potrebbero rivelarsi decisive per capire il reale impatto di questa situazione sulla comunità locale.
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