Il 31 luglio scorso, un forte terremoto ha scosso i Campi Flegrei, con epicentro a Pozzuoli, gettando nella disperazione migliaia di famiglie. L’emergenza è palpabile, e adesso il SUNIA, sindacato degli inquilini, lancia un appello urgente per affrontare la crisi abitativa e sociale che ne è seguita.
Circa 230 abitazioni di edilizia residenziale pubblica, tra cui quelle nel Rione Marocchini e in Via Artiaco, sono state già sgomberate, costringendo centinaia di nuclei familiari a lasciare le proprie case. Le richieste di verifica tecnica, superando quota 2.000, dimostrano l’ampiezza dei danni. “Abbiamo bisogno di un potenziamento immediato del personale tecnico per accelerare i controlli e permettere agli sfollati di rientrare nelle casa sicure”, affermano i rappresentanti del SUNIA.
Ma non è solo una questione di case popolari; migliaia di abitazioni private e attività commerciali sono state messe ko. Il governo ha stanzialo 100 milioni di euro per affrontare la situazione, ma secondo il SUNIA, questa cifra è un primo passo inadeguato. Serve un piano pluriennale che garantisca la sicurezza degli edifici e un sostegno concreto a famiglie e imprese colpite.
Tra le richieste del sindacato figurano la sospensione della TARI per gli immobili inagibili, dei canoni di locazione e delle rate di mutui senza penalizzazioni. “Il diritto a un’abitazione non può essere compromesso da calamità naturali”, sottolineano, esortando le istituzioni a un impegno immediato per evitare che questo diventi un problema strutturale.
Nel frattempo, il quesito resta: cosa accadrà nelle prossime settimane? Le famiglie in difficoltà e le attività commerciali sono in attesa di risposte concrete. La strada per la ricostruzione appare ancora lunga, ma il tempo gioca a sfavore.
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