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Falsificazioni su Telegram: scoperta rete di vendita di euro e valute africane, cinque misure cautelari e sequestri in corso

Di La Redazione5 Agosto 2026 - 18:021 ora fa 2 min di lettura
Falsificazioni su Telegram: scoperta rete di vendita di euro e valute africane, cinque misure cautelari e sequestri in corso

Un’incredibile operazione dei Carabinieri ha smascherato un’organizzazione internazionale specializzata nella produzione di valuta contraffatta, con ramificazioni che toccano diversi Paesi europei. L’inchiesta, denominata “Small Tower”, ha portato a cinque misure cautelari e ha svelato un sistema sofisticato di falsificazione, il cui cuore pulsante si trovava a Montenerodomo, piccolo comune della provincia di Chieti.

Nelle prime ore del mattino, le forze dell’ordine hanno eseguito arresti domiciliari per tre persone tra Montenerodomo e Roma, mentre due altri soggetti, residenti ad Ascoli Piceno, sono stati sottoposti all’obbligo di dimora. La vicenda, emersa nelle ultime ore, è il frutto di un’inchiesta iniziata a dicembre 2024, coordinata dalla magistratura frentana. “Ci siamo trovati di fronte a una vera e propria fabbrica del falso”, racconta un investigatore che ha seguito da vicino l’operazione.

Gli agenti hanno scoperto due stamperie clandestine, dove sono stati sequestrati macchinari di alta precisione e ingenti quantità di banconote contraffatte, non solo in euro ma anche in diverse valute estere, come scellini tanzaniani e franchi CFA. Le analisi delle banconote in euro sequestrate hanno rivelato un livello di falsificazione allarmante, con ben otto classi di falsi differenti.

Il colpo di scena è rappresentato dalla rete di distribuzione, sfruttando tecnologie moderne: la valuta falsa veniva venduta tramite chat di Telegram, con pagamenti in criptovalute per garantire l’anonimato delle transazioni. Le consegne erano gestite attraverso spedizioni internazionali, un sistema che rendeva difficile la tracciabilità. Non a caso, la polizia finlandese ha già arrestato due clienti colti in flagranza di reato mentre ricevevano il denaro falso.

La risposta delle autorità giunge in un momento di crescente allerta rispetto al fenomeno del falso nummario, che ha radici profonde tra Campania e Abruzzo ma si è ormai espanso oltre confine. Ad avvalorare l’efficacia dell’operazione, il Tribunale del Riesame ha confermato le misure cautelari per gli indagati, evidenziando il concreto pericolo di ripetizione dei reati.

La domanda che ora aleggia tra i residenti è: quali saranno i prossimi sviluppi di questa storia e quali altri elementi potrebbero emergere da un’inchiesta destinata a fare scuola nel contrasto alla criminalità organizzata?