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Cronaca

“Processo ai medici: la madre di un paziente chiede giustizia senza compromessi”

Di La Redazione5 Agosto 2026 - 15:392 ore fa 2 min di lettura
“Processo ai medici: la madre di un paziente chiede giustizia senza compromessi”

Napoli – Il dolore di una madre si trasforma in determinazione inarrestabile. Patrizia Mercolino, madre del piccolo Domenico Caliendo, ha appena firmato un accordo per un risarcimento stragiudiziale con l’Azienda ospedaliera dei Colli, in seguito alla tragica morte del figlio, vittima di un trapianto di cuore fallito. Ma per lei, questo è solo il primo passo verso una battaglia ben più grande: quella per la giustizia.

“La nostra priorità era chiudere questo procedimento prima del processo penale”, ha dichiarato con fermezza Patrizia, sottolineando che la cifra ricevuta non rappresenta il suo obiettivo principale. “L’unica cosa fondamentale era entrare in aula senza il peso del procedimento civile”, ha aggiunto, evidenziando così la sua strategia per affrontare la prossima udienza.

Oggi, nel giorno dell’onomastico del bambino, la madre ha voluto ricordarlo con una visita, rinnovando la sua promessa: “Gli ho sussurrato: ‘Amore di mamma, manca poco e inizia il processo, ci siamo quasi’.” La sua voce non nasconde la tensione che avvolge il momento, ma è mossa da una speranza tenace. “Quel giorno li guarderò negli occhi, uno a uno. So già che sarà emotivamente molto pesante, ma lo devo a mio figlio”, ha spiegato Patrizia con determinazione.

Da quando ha subito questa terribile perdita, la donna ha deciso di combattere per tutte le famiglie toccate dalla malasanità infantile. Ha fondato la “Fondazione Domenico Caliendo” per dare supporto legale e morale a chi si trova a dover affrontare situazioni simili. Iniziative di sensibilizzazione l’hanno portata anche a scrivere un libro, “Un cuore bruciato”, insieme all’avvocato Francesco Petruzzi, presentato recentemente alla Camera dei Deputati.

Ora, con il risarcimento in tasca, la famiglia è pronta ad attendere con ansia e trepidazione l’inizio del processo penale. “La motivazione è più forte della paura”, ha affermato Patrizia, rivelando come il suo viaggio non riguardi solo la giustizia per Domenico, ma anche la speranza di “rompere il silenzio” su una questione che richiede attenzione e intervento.

Intanto, nel quartiere, cresce la solidarietà per questa battaglia, e rimane aperta la domanda su come le istituzioni risponderanno a questa richiesta di giustizia per tutti i bambini e le famiglie che, come hanno vissuto Patrizia e Domenico, meritano un’adeguata protezione.