Napoli – Il carcere di Poggioreale è tornato al centro dell’attenzione a seguito di un sequestro di venti telefoni cellulari, scoperti durante mirati controlli. L’operazione ha interessato tre padiglioni distinti: Salerno, Milano e Firenze, e ha scatenato nuove preoccupazioni riguardo alla sicurezza interna dell’istituto.
La vicenda, emersa nelle ultime ore, è stata rivelata dall’Unione sindacati di polizia penitenziaria, che sottolinea come il ritrovamento di questi dispositivi elettronici non sia un caso isolato. Sempre più frequentemente, nel carcere partenopeo, vengono rinvenuti cellulari e materiali proibiti, sollevando interrogativi sulla capacità di controllo delle autorità.
“Abbiamo sentito un forte rumore e poi il caos”, racconta un residente nelle vicinanze, riflettendo la tensione che accompagna tali episodi. Nonostante i successi, il sindacato evidenzia anche le carenze strutturali e operative: al momento, a Poggioreale mancherebbero circa 200 agenti.
Secondo quanto riportato, il presidente nazionale dell’Uspp, Giuseppe Moretti, e il segretario regionale campano, Ciro Auricchio, hanno definito questo sequestro un segnale di professionalità e determinazione della Polizia Penitenziaria. “Ogni telefono sequestrato è un canale illecito sottratto alla criminalità”, spiegano, sottolineando l’importanza di tali operazioni per interrompere le comunicazioni con l’esterno.
Negli ultimi mesi, il carcere di Poggioreale ha fatto registrare un numero elevato di sequestri: solo a giugno, sono stati confiscati 76 cellulari, e le segnalazioni di droni utilizzati per introdurre materiali proibiti si fanno sempre più ricorrenti. Le autorità hanno già dovuto affrontare diversi episodi di ribellione e violenza, con disordini che hanno coinvolto decine di detenuti.
Con la questione del sovraffollamento ancora sulla tavola, la Camera penale di Napoli ha denunciato carenze igienico-sanitarie preoccupanti. La situazione è critica, e per i cittadini e i lavoratori del carcere, le prossime ore saranno decisive. Resta alta l’attenzione sul rispetto delle normative di sicurezza e sul controllo della criminalità all’interno delle strutture penitenziarie.
Nola, scoperte le officine del riciclaggio della banda dei «cavalli di ritorno»
In volo da Napoli a Edimburgo, condanna in Scozia per tentato stupro di Nicola Cristiano
Il delitto annunciato di Pasquale Tortora: la vendetta degli Avventurato, i killer in affitto