Napoli, la bella partenopea, si conferma come meta ambita per il “workcation”, il fenomeno che fonde lavoro e vacanza. Secondo il Barometro annuale “Work from Anywhere” dell’International Workplace Group (IWG), la città si posiziona al settimo posto nella classifica delle migliori destinazioni per il 2026.
L’analisi, che ha esaminato 50 città in tutto il mondo, ha considerato fattori cruciali come clima, cultura, alloggi, trasporti e sostenibilità. Napoli ha brillato soprattutto per i costi competitivi, il prezzo accessibile del cibo e l’efficienza dei trasporti. In particolare, ha ricevuto punteggi elevati in settori chiave: l’accessibilità degli alloggi ha ottenuto un 6.5, il rapporto qualità-prezzo del cibo un notevole 8.5, mentre i trasporti si sono attestati a 8. La sua offerta culturale e la vicinanza a bellezze naturali hanno ulteriormente potenziato il punteggio, raggiungendo rispettivamente 9 e 8.
La classifica globale è dominata da Bangkok, che si afferma per i bassi costi, una rete di coworking ben sviluppata e strutture internet efficienti. Seguono Tokyo e Barcellona, eccellenze in termini di sicurezza, qualità della vita e attrattive culturali. Napoli, unica città italiana in top ten, ha superato mete come Lisbona e Seul, affermandosi come il punto di riferimento per i nomadi digitali in cerca di un equilibrio tra lavoro e svago.
“Il ‘workcation’ è un fenomeno in crescita”, spiega Mark Dixon, fondatore di IWG. La nuova flessibilità nelle politiche lavorative, con oltre la metà dei lavoratori a favore del lavoro da remoto, sta cambiando radicalmente il modo di lavorare. In effetti, il 90% dei dipendenti riporta un miglior bilanciamento tra vita privata e professionale, mentre l’80% ha notato un incremento della produttività.
Con quasi la metà dei lavoratori che prevede di prolungare le proprie vacanze in questo modo nel 2026, Napoli è pronta a catturare l’attenzione dei professionisti di tutto il mondo. La domanda ora è: quale sarà l’impatto prolongato di questo trend sulla comunità napoletana e il suo mercato del lavoro? Restano da chiarire gli ultimi passaggi di una vicenda che potrebbe trasformare il volto della città.
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