La tranquillità di Sorrento è stata scossa da un’importante operazione di sequestro avvenuta questa mattina in località “Le Tore”. La Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia, insieme alla Guardia di Finanza di Napoli, ha proceduto a bloccare un intero cantiere destinato alla costruzione di un complesso eliportuale. La decisione, presa dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata, si inserisce in un’inchiesta che ipotizza gravi violazioni delle normative urbanistiche e paesaggistiche.
Secondo quanto si apprende, la Procura ha identificato nel registro degli indagati un dirigente e un funzionario del Settore Lavori Pubblici del Comune di Sorrento. Sebbene la loro posizione sia attualmente oggetto di valutazione, è importante ricordare che, fino a un’eventuale condanna, gli indagati devono essere considerati non colpevoli.
Le indagini, condotte con l’ausilio di consulenze tecniche, hanno messo in luce irregolarità nel processo autorizzativo e nella realizzazione dei lavori. Gli investigatori segnalano che il progetto è stato sviluppato in un’area con vincoli ambientali rigorosi, senza rispettare le procedure necessarie per la sua approvazione. Tra le accuse spiccano l’assenza di titoli edilizi validi e la mancanza di un’autorizzazione paesaggistica, ritenuta cruciale dato il vicino sito della Rete Natura 2000.
L’area in questione, caratterizzata da un notevole valore naturalistico, si trova vicino alla Zona Speciale di Conservazione “Costiera Amalfitana tra Nerano e Positano”, e presenta diverse limitazioni come vincoli idrogeologici e di pericolosità da frana. Si era infatti già provveduto al sequestro di manufatti abusivi presenti nel territorio.
L’inchiesta ha messo nel mirino anche la Conferenza dei Servizi, che avrebbe approvato il progetto senza il necessario approfondimento. Essenziale la presenza di enti come l’Autorità di Bacino dell’Appennino Meridionale, assente durante la procedura, rendendo il via libera illegittimo.
Anche il tema dei manufatti abusivi è centrale nella vicenda: il progetto prevedeva la ricostruzione di immobili senza i requisiti per la sanatoria, secondo l’interpretazione degli investigatori.
Il sequestro preventivo è un passo fondamentale per fermare i lavori e impedire possibili danni all’area, attualmente sotto tutela. Si trova così Sorrento, impegnata in un’importante battaglia tra legalità e sviluppo urbanistico, con le prossime ore che riserveranno ulteriori novità e interrogativi. La comunità resta in attesa di capire le ripercussioni di questa vicenda, in un contesto dove l’attenzione alla tutela ambientale e paesaggistica è cruciale.
Nola, scoperte le officine del riciclaggio della banda dei «cavalli di ritorno»
In volo da Napoli a Edimburgo, condanna in Scozia per tentato stupro di Nicola Cristiano
Il delitto annunciato di Pasquale Tortora: la vendetta degli Avventurato, i killer in affitto