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Cronaca

La madre di Martina Carbonaro: «Nessuna minaccia, solo disperazione per mia figlia»

Di La Redazione8 Agosto 2026 - 13:356 ore fa 2 min di lettura
La madre di Martina Carbonaro: «Nessuna minaccia, solo disperazione per mia figlia»

La storia della giovane Martina Carbonaro, tragicamente uccisa pochi mesi fa ad Afragola, continua a far discutere. La madre, Enza Cossentino, ha deciso di prendere la parola per difendere la propria posizione in un momento delicato e complesso. Il processo nei confronti di Alessio Tucci, l’ex compagno della ragazza, è accompagnato da tensioni che segnano profondamente le famiglie coinvolte.

“Quello che possono definire minacce sono state solo manifestazioni di un dolore incontenibile,” ha spiegato Cossentino, chiarendo che le sue parole non avevano alcuna intenzione di ferire i familiari del presunto colpevole. La vicenda si è infatti intensificata durante la prima udienza del processo, quando le famiglie si sono scontrate verbalmente, portando all’intervento delle forze dell’ordine.

La situazione è diventata ancora più complicata per Cossentino e per il marito, Marcello Carbonaro, dopo che la Procura ha chiesto misure cautelari nei loro confronti, culminate nel divieto di avvicinamento alla famiglia Tucci e nell’obbligo di indossare un braccialetto elettronico per i due genitori. “Mi sento trattata come una criminale in un momento in cui sto semplicemente lottando per giustizia,” ha confessato la madre con amarezza.

Nonostante tutto, Cossentino ribadisce la sua intenzione di rispettare le decisioni dell’autorità giudiziaria. “Provengo da una famiglia che ha sempre servito lo Stato, e voglio continuare a farlo,” ha detto, aggiungendo: “Indosserò questo braccialetto con serenità, perché non ho nulla da nascondere.”

La sua battaglia, tuttavia, rimane centrata sulla ricerca di giustizia per Martina. “Vogliamo che siano accertate tutte le responsabilità e che chiunque abbia avuto un ruolo nella sua morte venga punito,” ha affermato. Le parole della madre riportano al cuore della questione: la ricerca della verità e la speranza che la giustizia possa, almeno in parte, alleviare il grande dolore di una famiglia devastata da un femminicidio.

Con i prossimi sviluppi del caso, resta alta la tensione nella comunità. Per molti, la questione non è solo giuridica, ma anche profondamente umana, con domande che viaggiano tra le strade di Afragola. La società si interroga su un sistema che a volte sembra non avere la giusta risposta per chi soffre.