Napoli si prepara a ospitare l’America’s Cup, ma la risonanza dell’evento non deve sopraffare il bisogno di proteggere i diritti dei più vulnerabili. Con 3.311 sfollati in attesa di risposte concrete, la città non può permettere che l’entusiasmo internazionale oscuri le necessità quotidiane dei suoi cittadini.
È fondamentale che, mentre si cerca di mettere Napoli sotto i riflettori globali, si lavori anche per garantire che le famiglie in difficoltà non vengano dimenticate. Pur essendo stata confermata la sospensione del canone ACER, molte problematiche rimangono irrisolte: si registrano incertezze sui tempi di rientro, procedure poco chiare per l’assegnazione degli alloggi e risorse logistiche deviate verso l’organizzazione dell’evento. Questo scarto tra le promesse e la realtà è il fulcro della questione da affrontare.
Invece di opporsi all’evento, è necessario gestirlo con attenzione. Se il porto e le banchine saranno occupati dall’allestimento degli spazi per gli ospiti e navi da crociera, ci si chiede chi si prenderà cura dei servizi di emergenza e del reinserimento degli sfollati. La pubblica attenzione e i finanziamenti possono rapidamente spostarsi; la dignità di chi ha perso la propria abitazione, invece, non può essere trascurata.
Da qui nasce la necessità di avanzare tre richieste concrete: innanzitutto, l’istituzione di un fondo rinforzato per coprire le spese abitative e le necessità primarie durante il periodo di transizione. In secondo luogo, un piano di ormeggi prioritario accordato con l’Autorità portuale, per garantire spazi logistici ai servizi di emergenza e riservare aree per il rientro degli sfollati, evitando che ogni banchina diventi merce di scambio. Infine, la creazione di una task force logistica interistituzionale, composta da Comune, Autorità portuale, Protezione Civile, ASL e prefettura, con compiti ben definiti, scadenze chiare e una mappa accessibile delle azioni e risorse utilizzate.
La trasparenza deve governare l’intera operazione: l’amministrazione cittadina è chiamata a pubblicare una tabella di marcia che colleghi i fondi destinati all’America’s Cup con i piani di emergenza sociale, specificando responsabilità e scadenze. Per Napoli, la credibilità internazionale non si guadagna solo attraverso eventi grandiosi, ma anche con la cura e il supporto ai suoi cittadini più fragili. L’America’s Cup rappresenta un’opportunità preziosa, ma non deve diventare una scusa per ignorare le difficoltà di chi già vive una situazione complicata.