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Benevento si distingue per sicurezza, mentre Napoli emerge per il primato delle rapine nonostante l’assenza dalla Top 10 della criminalità.

Di La Redazione22 Agosto 2026 - 13:4441 minuti fa 3 min di lettura
Benevento si distingue per sicurezza, mentre Napoli emerge per il primato delle rapine nonostante l’assenza dalla Top 10 della criminalità.

Il recente bilancio della sicurezza pubblica per la provincia di Napoli rileva una contraddizione tra il posizionamento statistico e la reale situazione della criminalità. Nel report diffuso dal Viminale il 15 agosto, relativo al primo semestre del 2026, Napoli scivola al 13° posto nel ranking nazionale, uscendo così dalla top ten delle province più colpite da reati.

Nel complesso, le denunce ammontano a circa 132.500 all’anno, segnando una leggera diminuzione del 2,43% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, gli esperti sottolineano che questa apparente riduzione è alimentata dalla consuetudine di non denunciare spesso i reati minori e la microcriminalità, fenomeni diffusi nel territorio che alterano la percezione della sicurezza urbana.

In un confronto tra le province della Campania, emerge un quadro contrastante: mentre i centri urbani e le aree costiere faticano contro le attività predatorie, l’entroterra si distingue come un modello di sicurezza, in particolare la provincia di Benevento, che si colloca tra le più sicure d’Italia.

Benevento, insieme ad altre province medio-piccole, si attesta come faro di legalità e coesione sociale, con un tasso di denunce per abitante notevolmente basso e un forte controllo del territorio che ostacola la criminalità organizzata e i reati predatori. Qui, i residenti percepiscono un alto grado di sicurezza, allineato con i dati delle forze dell’ordine, riducendo l’allarme sociale.

Nonostante Napoli non compaia più nelle prime posizioni per numero complessivo di reati, mantiene il primato nazionale in settori con alto impatto sociale, come le rapine in pubblica via, estorsioni, contrabbando e furti di veicoli, dimostrando così un conflitto tra livelli di sicurezza percepiti e reali.

Nel primo semestre del 2026, i trend della criminalità a Napoli mostrano segni di ulteriori complicazioni, rilanciando interrogativi sulla strategia di sicurezza nella capitale campana e la necessità di affrontare le problematiche particolari che ancora affliggono la sua area metropolitana.

Tensioni crescenti a Napoli: il crimine si trasforma nel 2026

Nell’hinterland napoletano, i dati del 2026 rivelano un inquietante quadro di nuove tensioni sociali. Mentre la criminalità organizzata tradizionale si adatta, cercando opportunità nel settore legale, i residenti assistono a un’emergenza legata a diversi fenomeni criminali:

  • Criminalità minorile: Un allarmante aumento di reati violenti tra i minori, tra cui risse e lesioni, ha generato il cosiddetto “allarme coltelli” nelle vivaci aree della movida.
  • Spaccio di stupefacenti: Le denunce per traffico di droga e la gestione delle piazze di spaccio sono aumentate del +3,9%, segnalando un’espansione delle attività illecite.
  • Reati contro la persona: Le violenze sessuali sono cresciute del +7,5%, con un incremento delle lesioni personali del +5,8% a livello provinciale.

Mappatura della sicurezza a Napoli

La situazione di sicurezza a Napoli presenta contrasti marcati, con una netta divisione tra quartieri sicuri e zone ad alto rischio:

  • Aree a maggiore rischio: I quartieri periferici come Scampia e Secondigliano, e aree del centro storico ad alta densità di microcriminalità come Vasto-Ferrovia e i Quartieri Spagnoli, sono sotto stretta sorveglianza delle forze dell’ordine per contrastare violenze e traffico di droga.
  • Zone sicure: Al contrario, i quartieri di Chiaia, Posillipo e San Ferdinando si definiscono come le aree urbane con il più alto tasso di sicurezza percepita, seguiti dal comprensorio di Bagnoli-Fuorigrotta, considerato tranquillo.