Le sorti di 3.311 sfollati dai Campi Flegrei si intrecciano oggi con tre possibili scenari futuri, in cui il rientro nelle abitazioni rappresenta una questione cruciale. Questi possibili sviluppi sono legati alle decisioni della Regione e alla definizione di misure concrete per agevolare il ritorno.
La Regione ha già implementato alcune misure urgenti, come la sospensione del canone ACER, ma le tempistiche, i criteri e la documentazione necessaria restano poco chiari per le famiglie coinvolte. Il presidente Fico, pur escludendo collegamenti diretti tra l’emergenza e un importante evento sportivo imminente, ha sottolineato che le problematiche logistiche legate alla gestione degli ormeggi e ai corridoi portuali influiscono negativamente sulla mobilità e sull’assistenza. A meno che non vengano attuati provvedimenti rapidi e chiari, molte famiglie rischiano di rimanere in una situazione di incertezza.
Il primo scenario prevede un rientro rapido. Questo comporterebbe un controllo tecnico per certificare la sicura abitabilità di appartamenti non strutturalmente compromessi, coordinato dalla Regione con sopralluoghi di personale ASL e tecnici comunali. Sarà fondamentale istituire sportelli dedicati per la verifica documentale e per rimborsare le spese sostenute temporaneamente. È essenziale anche il ripristino veloce di servizi fondamentali come acqua e luce, finanziato tramite ordinanze regionali, e un piano di trasporti che consenta un rientro ordinato, tenendo conto dei picchi di congestione legati all’evento in porto. Il Comune dovrà attivare un’anagrafe mobile e garantire l’assistenza scolastica, mentre la Regione dovrà gestire la sospensione ACER e sbloccare fondi per interventi immediati.
Il secondo scenario prevede un rientro graduale, dove le verifiche tecniche rivelino la necessità di lavori essenziali, il che comporta un ritorno a casa scaglionato. Le famiglie con minori, anziani e lavoratori attivi nella città avranno la priorità. In questa situazione, sono necessari alloggi temporanei nelle vicinanze e voucher domiciliari, con un calendario chiaro per i lavori da effettuare. Qui, il Comune dovrà garantire un sistema trasparente per l’assegnazione degli accessi, mentre la Regione dovrà fornire fondi per le opere necessarie e coordinare la logistica portuale con gli impegni dell’evento, evitando superamenti che possano ostacolare i soccorsi.
Infine, in uno scenario di intervento prolungato, se il problema dovesse richiedere mesi per essere risolto, si renderebbe necessaria una strategia di medio periodo. Questa comprenderebbe soluzioni abitative temporanee adeguate, indennizzi mirati, continuità scolastica e monitoraggio sanitario. La gestione quotidiana dei servizi sociali rimarrebbe a carico del Comune, che dovrà garantire anche il tracciamento anagrafico e l’uso di spazi pubblici per supporto alle famiglie. In ogni caso, la chiara definizione dei criteri operativi e una regia unificata tra Protezione Civile, ASL, Comune e autorità portuale sono essenziali. Senza di esse, anche la migliore sospensione amministrativa rischia di rimanere vuota, lasciando 3.311 persone a fronteggiare l’incertezza.