A poche ore dall’attesissimo incontro al Maradona, si registra un preoccupante vuoto normativo che coinvolge steward, forze dell’ordine e il 118. Le ordinanze operative, necessarie per delineare le responsabilità e le procedure, non sono state ancora pubblicate, creando un clima di incertezza.
Cittadini e redazione hanno segnalato che, malgrado i numerosi incontri tecnici previsti e la pianificazione avviata, mancano atti ufficiali che definiscano compiti, orari e percorsi per la gestione della sicurezza durante l’evento. Tali ordinanze sono fondamentali, in quanto formalizzano a livello amministrativo e di pubblica sicurezza le decisioni prese.
La mancanza di questi documenti ufficiali compromette la regolarità delle operazioni sul campo, poiché diverse istituzioni—la Questura, il Comune, l’ASL/118 e i servizi di trasporto—hanno specifiche competenze e responsabilità. Senza queste indicazioni scritte, le forze in campo rischiano di operare in un contesto di ambiguità, limitando l’efficacia delle loro azioni.
In quest’ottica, la redazione ha previsto un memo operativo basato su prassi consolidates. I steward devono gestire i varchi e i flussi, segnalando i punti di incontro con la polizia; la Questura ha il compito di prevedere misure anti-raggruppamento e delimitare le aree ad accesso controllato. L’ASL/118 deve garantire postazioni mediche facilmente identificabili, mentre il Comune e la Protezione Civile sono responsabili di coordinare percorsi alternativi e restringimenti della circolazione. Infine, ANM ed EAV devono disporre il potenziamento dei mezzi pubblici e indicare gli orari di rinforzo.
È cruciale sottolineare che tali tavoli tecnici non possono sostituire gli atti pubblici formali. La disponibilità immediata delle ordinanze è essenziale per garantire la sicurezza dei tifosi e la responsabilità degli enti coinvolti. La redazione continuerà a monitorare la situazione, sollecitando le autorità competenti e pubblicando i documenti non appena saranno resi ufficialmente disponibili, perché la trasparenza non deve essere un’opzione, ma un dovere.