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Emergenza idrica ai Campi Flegrei: protesta e occupazione del porto di Pozzuoli con 400 sfollati

Di La Redazione4 Agosto 2026 - 12:021 ora fa 2 min di lettura
Emergenza idrica ai Campi Flegrei: protesta e occupazione del porto di Pozzuoli con 400 sfollati

A Pozzuoli, l’eco del terremoto di magnitudo 4.7, che ha colpito la zona dei Campi Flegrei, non si è ancora spento. Dopo giorni di tensione, l’emergenza idrica ha sollevato un’ondata di proteste fra i residenti, che hanno finalmente deciso di far sentire la loro voce. L’assenza di acqua potabile dai rubinetti ha spinto centinaia di cittadini a scendere in strada, una marea che è rapidamente cresciuta fino a raggiungere quasi mille partecipanti.

La protesta, iniziata nel primo pomeriggio, è culminata al porto di Pozzuoli. Qui, i manifestanti, tra cui molti anziani e famiglie con bambini, hanno superato il cordone di sicurezza imposto dai Carabinieri e hanno bloccato le attività marittime. “Siamo stanchi di essere ignorati, abbiamo bisogno di acqua!”, ha dichiarato un residente, visibilmente provato dal caldo opprimente che ha causato malori tra i manifestanti. Malgrado la tensione, le forze dell’ordine hanno garantito che non ci sono stati scontri.

Intanto, si intensificano i lavori di soccorso nella zona, dove 57 edifici sono stati dichiarati inagibili e 395 abitazioni evacuate. Come riportato nelle prime informazioni disponibili, sono stati effettuati 277 interventi, con oltre 650 ancora in coda. Per far fronte a questa emergenza, la macchina dei soccorsi è stata notevolmente potenziata con 21 nuovi moduli MO.RE.CS. e squadre specializzate che si occupano di recuperare i beni dei cittadini evacuati.

Il comandante dei Vigili del Fuoco, Giuseppe Paduano, ha rassicurato la popolazione: “Abbiamo ampliato la nostra capacità di risposta sul territorio flegreo. Siamo qui per garantire la sicurezza di tutti e supportare coloro che hanno bisogno di assistenza.” Tuttavia, ha esortato i cittadini a contattare il numero d’emergenza 115 solo per situazioni reali e urgenti, onde evitare il sovraccarico delle linee.

Nel quartiere, la frustrazione cresce, alimentata dall’incertezza su quando torneranno alla normalità. La domanda, ora, resta aperta: quali saranno i prossimi sviluppi in questa difficile situazione?