**Arzano: sgomberato appartamento occupato illegalmente in un palazzo della 167**
Arzano continua a fare i conti con le vicende legate all’occupazione abusiva di immobili. Ieri, la polizia locale ha eseguito lo sgombero di un appartamento al secondo piano di un palazzo in via Colombo, una situazione che si protraeva da mesi e che aveva costretto l’assegnataria legittima a rinunciare ad avvicinarsi al proprio alloggio.
L’emergenza abitativa ha assunto caratteristiche inquietanti, con presunti membri di clan criminali che, a bordo di motociclette e con il volto coperto da caschi, avrebbero intimato alla famiglia di non occupare l’immobile, probabilmente per destinarlo a un affiliato. L’appartamento, decorato con materiali di pregio come marmi e maioliche, rappresenta un chiaro segno del tentativo di riappropriarsi di spazi da parte della criminalità organizzata.
A coordinare le operazioni è stato il comandante Luigi Maiello, che ha condotto gli uomini della polizia locale all’esito positivo dello sgombero. Questa azione fa seguito a una serie di eventi complessi che hanno segnato il territorio arzanese.
**Una storia di occupazioni e sfratti**
Un caso emblematico risale al 2022, quando Luisa Grassini, madre di noti boss, fu vittima di un’operazione di sfratto. Il blitz dei carabinieri di Castello di Cisterna portò all’arresto di 29 membri del clan Amato-Pagano e segnò una svolta decisiva nella guerra che ha insanguinato le zone a nord di Napoli. Anche in quel frangente, si procedette allo sfratto della nipote di Grassini, che occupava un alloggio senza titolo.
Le indagini sulle occupazioni abusive nel quartiere hanno avuto origine da denunce presentate da giornalisti locali e da approfondimenti condotti dalla polizia, rivelando l’esistenza di costruzioni illegali nei porticati da parte di esponenti del clan.
**Il contesto di faida tra clan**
La tensione criminale ad Arzano è accentuata da una faida storica tra il clan Cristiano, oggi collaboratori di giustizia, e i Monfregolo. Questa contesa, segnata da sparatorie ed omicidi, ha portato all’allontanamento dei Cristiano dai comuni limitrofi e ha sottointeso la lotta per il controllo del territorio e delle sue risorse.
Definire la situazione non è semplice. Tuttavia, il lavoro di monitoraggio e l’intelligence condotta dalla polizia locale si sono rivelati fondamentali per contrastare l’occupazione illegittima degli alloggi. Anche la moglie del boss Monfregolo, attualmente detenuto, ha subito uno sfratto in virtù delle indagini.
Le operazioni di sgombero e controllo continueranno, ripristinando la legalità e prevenendo nuove occupazioni abusive in un contesto dove l’abitazione legittima è una lotta che deve essere quotidianamente difesa.
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