Roma – Una vecchia amicizia tra Valter Lavitola e il giornalista Ranucci si è trasformata in un inquietante piano criminale. È giunta a conclusione la complessa indagine che ha portato all’arresto dell’ex editore, ora accusato di essere il promotore di un attentato orchestrato dinanzi all’abitazione di Ranucci lo scorso ottobre.
Le autorità hanno emesso un’ordinanza di custodia cautelare per Gomes Clesio Tavares, il factotum di Lavitola, attualmente irreperibile. Secondo le indagini, Lavitola avrebbe ideato l’attentato, delegando a Gomes il compito di trovare i mezzi necessari, incluso l’esplosivo, e di organizzare l’azione criminosa in modo dettagliato.
Le indagini e il ruolo di Gomes
La ricostruzione degli eventi ha rivelato che il 15 settembre 2025, Lavitola e Gomes si erano recati sul luogo dell’attentato per un sopralluogo preliminare. Gomes, oltre a reclutare e preparare un gruppo di quattro esecutori materiali di origine campana, avrebbe anche utilizzato l’auto del suocero per effettuare una seconda ricognizione il 10 ottobre 2025 sul litorale laziale.
Le accuse si fondano su evidenze investigative solide. Le misure cautelari sono state disposte sulla base di un’analisi incrociata dei tabulati telefonici e delle celle attive nella zona dell’attentato. Il tracciamento dei veicoli coinvolti nelle fasi preparatorie, insieme all’analisi forense dei cellulari degli indagati, ha confermato le responsabilità e ha smontato i tentativi di costruire alibi. Queste scoperte sono state rese note dai carabinieri in un comunicato ufficiale.
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