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Allestilux protagonista del ‘red carpet’ a Castellammare: l’evento dell’amministrazione comunale.

Di La Redazione11 Agosto 2026 - 09:064 ore fa 6 min di lettura
Allestilux protagonista del ‘red carpet’ a Castellammare: l’evento dell’amministrazione comunale.

nel 2015, il cognato di Alfonso, Vincenzo Aiello, è stato coinvolto in un’inchiesta per turbativa d’asta; un’occasione in cui la società di Allestilux si era fatta avanti come unica offerente in una gara pubblica a Pompei, sollevando legittimi sospetti sulla correttezza delle modalità di partecipazione.

Dopo il difficile periodo di commissariamento, la Allestilux non è riuscita solo a riprendersi, ma muove anche accuse a chiunque ostacoli il suo operato. Non è una novità per questa ditta, che riemerge puntualmente sull’assegnazione di contratti pubblici, approfittando dell’assenza di controlli severi.

Il recente passato della società, peraltro, offre un quadro inquietante: durante il commissariamento, l’azienda è stata completamente esclusa dalle commesse, eppure, con la caduta del regime straordinario, ha riconquistato velocemente il terreno perduto. L’area tecnica dell’amministrazione, diretta dall’ingegnere Catello Gargiulo, ha mostrato una particolare predisposizione nel facilitare l’assegnazione di opere e servizi.

La vitalità dell’Allestilux, quindi, solleva interrogativi non solo sulla liceità delle procedure di affidamento, ma anche sull’effettiva trasparenza delle operazioni comunali. Gli inquirenti si interrogano ora sulle relazioni tra i membri dell’azienda e le sfere politiche, cercando di fare luce su una rete che appare più complessa di quanto inizialmente pensato.

A questo punto, si attendono dichiarazioni ufficiali da parte delle autorità competenti, che dovranno affrontare i risvolti di questa vicenda inquietante, di cui il trend di commesse dirette a favore di Allestilux rappresenta solo la punta dell’iceberg. Sarà interessante vedere se il pubblico e la società civile saranno pronti a richiamare l’amministrazione comunale a una maggiore responsabilità e vigilanza.L’infiltrazione della camorra nel tessuto imprenditoriale di Castellammare di Stabia emerge in tutta la sua gravità nell’inchiesta che vede coinvolta la Allestilux S.r.l., un’azienda a cui sono stati attribuiti legami inquietanti con clan mafiosi locali. A destare particolare attenzione è la figura di Gianluca Martinelli, genero dell’imprenditore Alfonso Castellano, già condannato per reati di lesioni e detenzione di armi.

Le autorità hanno tracciato la rete di contatti di Martinelli con esponenti di spicco della criminalità organizzata, tra cui Luigi Ridosso, già accusato di associazione mafiosa. Nonostante il suo passato turbolento e le segnalazioni a suo carico, Martinelli risultava impiegato regolarmente presso Allestilux, creando inquietudine nell’opinione pubblica.

Il caso si complica ulteriormente quando si parla delle dinamiche estorsive legate al clan D’Alessandro. Attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, gli inquirenti hanno registrato le intimidazioni del boss Vincenzo D’Alessandro, il quale ordinava di escludere l’azienda dei Castellano dalla fornitura di luminaria per eventi pubblici. In risposta, Castellano cercava disperatamente di ripristinare i rapporti, cedendo poi a richieste estorsive da parte degli affiliati.

Ma non è tutto: il coinvolgimento del Comune di Castellammare si manifesta attraverso contratti di rilevanza economica. Con determinazioni dirigenziali, Allestilux ha ricevuto appalti per l’allestimento delle luminarie natalizie e per servizi legati alle elezioni, in assenza di reale concorrenza, grazie a procedure che sollevano interrogativi sulla trasparenza e sull’integrità delle selezioni.

In un contraddittorio scontro di difese, l’amministrazione comunale ha tentato di giustificare la scelta di affidamenti diretti sostenendo che Allestilux era iscritta nella “White List” della Prefettura. Tuttavia, tale argomentazione è stata prontamente contestata, ritenendo le evidenze a carico dell’azienda talmente gravi da non poter essere ignorate anche con misure di cautela burocratica.

Questo episodio si configura come un emblematico esempio di infiltrazione mafiosa, evidenziando la pericolosa intersezione tra attività imprenditoriali legittime e criminalità organizzata, nonché l’inefficienza di alcuni controlli pubblici. Se il fenomeno continua su questa traiettoria, i rischi per la sicurezza economica e sociale della comunità locale potrebbero rivelarsi devastanti.Nel comune di Castellammare di Stabia emergono gravi irregolarità in merito agli appalti pubblici riguardanti l’illuminazione natalizia e la gestione dei seggi elettorali. Recenti accertamenti hanno messo in luce che la Allestilux S.r.l., azienda a cui sono stati assegnati gli appalti, presentava un profilo altamente compromesso dal punto di vista fiscale e antimafia.

Le indagini, condotte dal Gruppo di supporto della Guardia di Finanza, hanno rivelato che la società aveva accumulato irregolarità fiscali per oltre 10.500 euro, non effettuando i versamenti IVA obbligatori. Nonostante ciò, il Comune ha proceduto con l’affidamento di un contratto da 104mila euro per le luci di Natale, violando le normative previste dal Nuovo Codice degli Appalti, che impongono l’esclusione automatica delle imprese con debiti tributari accertati.

Le autorità hanno sottolineato l’assoluta mancanza di cautela da parte del Comune nei confronti della Allestilux, già coinvolta in uno scioglimento per mafia. Un caso di evidente negligenza che ha sollevato interrogativi sulla capacità dell’amministrazione di garantire la legalità negli appalti pubblici.

In aggiunta, episodi di gestione illecita sono stati segnalati durante l’allestimento delle luminarie. Recenti controlli hanno evidenziato la presenza di lavori realizzati senza autorizzazione, portando a sanzioni e diffide per l’installazione abusiva di impianti.

Questi eventi si inseriscono in un contesto più ampio di problematiche legate alla legalità, dove la gestione degli appalti sembra ricollegarsi a dinamiche criminali. Il panorama preoccupante richiede un’analisi approfondita e la necessità di ripristinare meccanismi di controllo efficaci per tutelare la trasparenza e l’integrità delle procedure pubbliche.Un approfondimento sulla situazione di Castellammare di Stabia rivela gravi negligenze nella gestione degli appalti pubblici. In particolare, il Tribunale di Napoli ha ordinato l’amministrazione giudiziaria della società Allestilux a causa di infiltrazioni del clan D’Alessandro. Questo provvedimento è diventato operante il 13 ottobre 2025, quando gli amministratori giudiziari comunicano la rinuncia della ditta a continuare i servizi audio. La decisione offre un chiaro indicativo di come la ditta operasse in un contesto privo di controlli e normative.

Le problematiche emergono con forza durante le elezioni regionali di novembre 2025, quando ci si aspetterebbe un livello di servizio adeguato. Tuttavia, il risultato dell’appalto per l’allestimento e la pulizia dei seggi da parte di Allestilux è stato un fallimento su tutta la linea. Il Commissariato di Castellammare ha dovuto inviare una nota di protesta al Comune, descrivendo le condizioni pessime in cui sono stati costretti a operare gli agenti di polizia nei seggi.

Le lamentele includono la mancanza di pulizia e di sanitizzazione degli ambienti, con brandine e cuscini in condizioni igieniche inaccettabili, assenza di riscaldamento e impianti malfunzionanti, oltre a bagni sporchi e serrature rotte. Gli agenti hanno lamentato anche di non avere accesso alle chiavi per chiudere in sicurezza le aree di voto.

A questo si aggiunge la scoperta che durante il successivo appalto vinto dalla Ruotolo Service S.r.l. nel marzo 2026, la ditta si è rivelata un guscio vuoto. Le attrezzature erano tutte fornite dalla Allestilux, e alcuni operai, tra cui un pregiudicato, sono stati trovati a lavorare senza contratto. Ancora una volta, la Allestilux ha cercato di minimizzare la situazione, sostenendo che il soggetto fosse solo un passante, contraddicendo le evidenze emerse.

Questa serie di eventi non fa altro che mettere in luce le falle del sistema amministrativo di Castellammare. Un’impresa legata alla criminalità organizzata che opera senza scrupoli, un Settore Tecnico comunale che ignora i debiti fiscali e una politica complice che riabilita chi era stato isolato dalle autorità statali. Tale scenario ha portato il Governo a considerare nuovamente lo scioglimento del Comune per mafia, evidenziando così un’analisi critica della situazione attuale.