Sangineto – La serata di festa in discoteca si è trasformata in un incubo per la comunità di Fuscaldo, dopo la tragica morte di Antonio Perrotta, un uomo di 34 anni, noto per il suo lavoro come addetto alla sicurezza presso il locale “Il Castello”. Antonio è deceduto all’ospedale “Annunziata” di Cosenza a seguito di gravi traumi interni riportati durante un violento pestaggio.
Il violento episodio è iniziato all’interno della discoteca, dove una lite tra Perrotta e alcuni avventori ha fatto scattare la tensione. Nonostante il tentativo di placare gli animi, il suo gesto si è trasformato in una miccia che ha portato a un’aggressione fuori dalla discoteca. Accerchiato da un gruppo di individui, l’addetto alla sicurezza ha subito calci e pugni, mentre gli aggressori fuggivano nel buio.
In un primo momento, Antonio è stato soccorso da conoscenti che lo hanno portato a casa, ignari della gravità delle sue condizioni. Purtroppo, la situazione è rapidamente peggiorata e, con forti dolori addominali e perdita di sangue dal naso, la famiglia ha deciso di portarlo d’urgenza all’ospedale “Iannelli” di Cetraro, dove i medici hanno subito riconosciuto la gravità del quadro clinico.
Nonostante ogni sforzo dei medici, Antonio ha perso la vita nella notte, lasciando la comunità in lutto. La Procura di Paola ha aperto un’inchiesta per omicidio, coinvolgendo i Carabinieri di Paola e la Squadra Mobile di Cosenza. Le indagini si stanno concentrando sull’analisi dei filmati di videosorveglianza e sull’interrogatorio di testimoni, mentre si cerca di identificare i responsabili dell’aggressione.
Questa tragedia riaccende l’attenzione su una discoteca già salita alle cronache per un recente atto di violenza. Nella notte tra il 14 e il 15 agosto del 2022, un grave episodio intimidatorio aveva visto colpi di pistola esplosi contro il locale, segnando un precedente inquietante che solleva interrogativi sulla sicurezza in questi spazi di intrattenimento. La comunità di Fuscaldo attende ora risposte sull’accaduto e giustizia per Antonio Perrotta.Un tragico episodio ha scosso la comunità di Fuscaldo, dove un vigilante di 33 anni, Antonio Perrotta, è stato aggredito mortalmente mentre lavorava in un locale a Sangineto. La sua morte ha scatenato una profonda tristezza, non solo tra i familiari, ma anche tra i concittadini, che si sono uniti nel cordoglio.
La direzione della Procura ha avviato un’indagine dopo l’episodio avvenuto durante una notte di Ferragosto, e ha già identificato Giuseppe Scornaienchi come presunto aggressore, grazie a prove fornite dal RIS di Messina e dalle telecamere di sorveglianza. Attualmente si sta cercando di determinare se l’aggressione sia il risultato di una lite impulsiva o se ci siano legami con un contesto criminale più esteso.
Il sindaco di Fuscaldo, Giacomo Middea, ha espresso la sua solidarietà alla famiglia di Antonio, sottolineando la necessità di supportare le indagini della magistratura e delle forze dell’ordine. “La nostra comunità è unita nel lutto e nella speranza che giustizia venga fatta”, ha affermato il primo cittadino.
L’Associazione Giorgio La Pira di Cosenza ha commentato la vicenda, esprimendo indignazione per l’episodio di violenza e salutando il sacrificio di Antonio, che lavorava duramente per mantenere la sua famiglia, composta da quattro bambini. L’Associazione ha lanciato un appello alla riflessione su una problematica che continua a rappresentare un’emergenza nella zona, evidenziando episodi di violenza che hanno colpito recentemente la Calabria, come sparatorie e atti di aggressione ingiustificati.
Con la speranza che questa tragica storia possa servire da spunto per un’analisi più profonda e per misure efficaci contro la violenza giovanile, la comunità di Fuscaldo si stringe attorno al dolore della famiglia Perrotta, chiedendo un futuro libero da simili atrocità.
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