Napoli – Un pomeriggio che sembrava tranquillo in corso San Giovanni a Teduccio si è trasformato in un’operazione televisiva da pronto intervento. Poco dopo le 19.30, i carabinieri della stazione locale hanno notato un uomo con il cappuccio calato, chinato su uno sportello bancomat, intento a digitare con insistenza. La scena, sotto il sole che scaldava ancora l’aria, ha subito destato sospetti.
Nonostante il quieto clima primaverile, il comportamento furtivo di Simone Mazzocchi, 48 anni, romano già conosciuto dalle forze dell’ordine, ha spinto i militari a un controllo più approfondito. Stando a quanto emerge dalla ricostruzione iniziale, l’uomo ha tentato di liberarsi di un bigliettino con i codici, sperando di confondere le acque. Ma la sua reazione, tra panico e disperazione, non è passata inosservata.
Fermato sul posto, i carabinieri hanno scoperto che Mazzocchi aveva appena prelevato 500 euro utilizzando una carta di credito intestata a una donna di 93 anni, che risulta impossibile da rintracciare, probabilmente deceduta. La documentazione, sospetta in quanto indicativa di una frode, è stata immediatamente sequestrata.
“Non ci aspettavamo di trovare una situazione di questo tipo, ma la prudenza è sempre necessaria”, commenta un carabiniere presente sul posto. Arrestato e portato in carcere, Mazzocchi è ora al centro di indagini approfondite per frode bancaria e utilizzo di documenti falsi.
Intanto, nel quartiere si respira un’aria di inquietudine. Gli abitanti chiedono maggiori controlli su episodi simili e non è raro sentire voci preoccupate riguardo a una possibile recrudescenza di truffe. “La situazione è tesa, vogliamo sentirci al sicuro nei nostri quartieri”, afferma un residente mentre osserva i militari operare in loco.
Le prossime ore potrebbero rivelarsi decisive per comprendere l’entità del fenomeno e se altri casi analoghi possano nascondersi nelle ombre della città.

