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Indagini su 16 medici dopo la morte di Giuseppe D’Auria, contagiato dal tetano a Scafati

Di La Redazione19 Agosto 2026 - 10:541 ora fa 2 min di lettura
Indagini su 16 medici dopo la morte di Giuseppe D’Auria, contagiato dal tetano a Scafati

Scafati – Appena due mesi dopo la tragica scomparsa di Giuseppe D’Auria, i familiari del giovane ventiquattrenne chiedono giustizia e chiarezza su quanto accaduto la notte tra il 30 e il 31 luglio. Giuseppe, noto per il suo instancabile impegno lavorativo, stava tornando a casa dal turno al mercato ortofrutticolo, quando è stato coinvolto in un incidente fatale.

Il dolore e la determinazione dei genitori a ottenere verità si intrecciano con un’inchiesta giudiziaria che non si ferma, dopo che l’autorità ha impedito la cremazione della salma, avvenuta il giorno di Ferragosto, per permettere ulteriori accertamenti tecnici che potrebbero rivelarsi cruciali.

Indagini in corso

La Procura di Torre Annunziata, diretta da Nunzio Fragliasso e con il supporto del sostituto procuratore Giuliana Moccia, ha avviato un’inchiesta che ha già visto diciassette persone iscritte nel registro degli indagati. Tra queste, sedici operatori sanitari dei tre ospedali che hanno trattato Giuseppe, insieme alla conducente dell’auto coinvolta nell’incidente.

Nel tentativo di tutelare il diritto di difesa per tutto il personale coinvolto, il pubblico ministero ha bloccato la prima autopsia il 6 agosto, consentendo soltanto un secondo esame il 13 agosto.

Le complicazioni cliniche

Le indagini rivelano una sequenza di eventi clinici complicati. Dopo l’impatto avvenuto a Pompei, Giuseppe era stato trasferito all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, dove gli era stata diagnosticata una frattura al femore e una lesione profonda alla coscia. Investigatori ipotizzano che possano emergere responsabilità mediche legate alla mancata somministrazione della profilassi antitetanica.

Un tragico evolversi

Dopo un rapido peggioramento delle condizioni, il giovane è stato trasferito all’Ospedale del Mare, dove i medici hanno riscontrato ulteriori gravi complicazioni, compresa una frattura complessa e un’infezione gangrenosa. Il trasferimento d’urgenza all’ospedale Cardarelli di Napoli si è rivelato fatale: Giuseppe, messo in coma farmacologico per i dolori insopportabili, è spirato a causa di una setticemia devastante.

Responsabilità da chiarire

Un altro aspetto su cui i periti dovranno concentrarsi riguarda la sicurezza stradale nel tratto dove è avvenuto l’incidente. L’impatto contro un palo metallico arrugginito, privo di adeguate misure di protezione, ha aperto interrogativi sulle responsabilità amministrative relative alla sicurezza della carreggiata. Resta dunque da chiarire se ci siano ulteriori colpe per la mancata rimozione di un ostacolo potenzialmente letale.