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Cupa Santa Maria del Pozzo, scoperta area abusiva di 300 mq per smaltimento illecito di rifiuti

Di La Redazione30 Giugno 2026 - 19:472 settimane fa 2 min di lettura
Cupa Santa Maria del Pozzo, scoperta area abusiva di 300 mq per smaltimento illecito di rifiuti

NAPOLI – Questa mattina, un blitz decisivo della polizia metropolitana ha portato alla luce una delle tante facce oscure della gestione dei rifiuti in città. In un’area abusiva di 300 metri quadrati a Cupa Santa Maria del Pozzo, gli agenti hanno scoperto una ditta edile dedita a pratiche illecite, gettando nuova luce su un problema che colpisce duramente il nostro territorio.

Questo intervento si è inserito in un ampio piano di monitoraggio coordinato dal prefetto Michele di Bari, mirato a combattere il noto fenomeno della Terra dei Fuochi. Stando a quanto emerso dalla prima ricostruzione, gli agenti della sezione Ambiente hanno rilevato violazioni gravi al Testo Unico Ambientale, tra cui l’assenza di autorizzazioni necessarie per la gestione dei rifiuti e lo scarico, fattori che aggravano la situazione già critica delle discariche abusive a Napoli.

“Non abbiamo trovato alcuna documentazione di tracciabilità dei rifiuti, un fatto che rende impossibile ricostruire l’origine e la destinazione finale degli stessi”, commenta un investigatore sul campo. Due responsabili dell’azienda sono stati deferiti alla Procura della Repubblica, ma ciò non basta a placare l’allerta tra i residenti, che da anni vivono con il timore delle conseguenze ambientali di simili attività illecite.

Nel quartiere, l’operazione ha suscitato un misto di sollievo e preoccupazione. “È ora che chi inquina paghi per i danni causati”, afferma un cittadino che ha assistito alle operazioni. Ma per molti resta la domanda: quanto è estesa la rete di illegalità nella gestione dei rifiuti in questa zona della città? Le prossime ore potrebbero rivelarsi decisive per comprendere la portata di un fenomeno che continua a minacciare la salute dei napoletani. Intanto, l’attenzione rimane alta, sperando che interventi come questo diventino la norma e non l’eccezione.