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Campi Flegrei: 3.311 sfollati a Pozzuoli, il porto al centro dell’emergenza logistica

Dopo la scossa del 31 luglio sono 3.311 gli sfollati a Pozzuoli. Al vertice del Centro coordinamento soccorsi il porto è stato indicato come nodo critico per il flusso degli aiuti: misure urgenti per riaprire banchine e garantire corridoi logistici.

Di La Redazione17 Agosto 2026 - 13:421 ora fa 2 min di lettura
Campi Flegrei: 3.311 sfollati a Pozzuoli, il porto al centro dell’emergenza logistica

Sono 3.311 gli sfollati a Pozzuoli dopo la scossa del 31 luglio: il vertice del Centro coordinamento soccorsi convocato dal prefetto ha aggiornato le misure di assistenza e ha messo il porto al centro della nuova emergenza logistica.

Al tavolo — hanno partecipato in rappresentanza le strutture comunali, la Protezione Civile regionale, la Capitaneria di porto, l’Autorità portuale, le forze dell’ordine, i vigili del fuoco e i servizi sanitari ASL — è emersa la necessità di intervenire subito sul fronte delle infrastrutture portuali per garantire il transito di aiuti, materiali e mezzi speciali. Il ripristino parziale delle banchine è stato indicato come priorità operativa: senza il porto sbloccato, spiegano i tecnici, molte consegne critiche rischiano rallentamenti significativi.

Il Centro ha aggiornato le misure di assistenza: potenziamento dei punti di accoglienza temporanea, rinforzo dei presidi sanitari mobili per fragili e anziani, e attivazione di magazzini avanzati per lo stoccaggio rapido di generi di prima necessità. Accanto a queste misure, è stata deliberata la creazione di corridoi logistici coordinati via mare e via terra, con priorità per la consegna di viveri, acqua, materiali per la sistemazione delle abitazioni e attrezzature per le squadre di soccorso.

La riapertura del porto non è solo una questione di trasporto: è nodo operativo. Gli interventi urgenti indicati al vertice includono verifiche strutturali sulle banchine e sui moli da parte della Capitaneria e di tecnici portuali, rimozione di detriti, ripristino dell’illuminazione e delle opere di ormeggio, oltre a un coordinamento con le compagnie di navigazione locali per prevedere corse dedicate al trasferimento di persone e materiali. Anche il coordinamento con i gestori del trasporto urbano e regionale è stato chiesto per garantire collegamenti efficaci tra i centri di accoglienza e le aree portuali.

Per i residenti la praticità della decisione è evidente: senza sbocchi rapidi e sicuri per le forniture, la difficoltà quotidiana cresce — dai rifornimenti per le cucine collettive alla disponibilità di presìdi medici. La cifra aggiornata degli sfollati, 3.311, segna l’ampiezza dell’emergenza e spiega perché il porto sia diventato l’epicentro logistico delle priorità concordate dal prefetto e dagli enti coinvolti.

Il Centro coordinamento soccorsi ha fissato un calendario di verifiche tecniche e operazioni da attivare nelle prossime 48-72 ore. La sfida ora è rendere rapidità e sicurezza compatibili: perché riaprire il porto significa non solo far arrivare aiuti, ma anche restituire a Pozzuoli la possibilità di muoversi e di ricostruire, passo dopo passo.