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Pozzuoli, il masso che ha sfiorato la tragedia e la notte che non c’è

Il masso caduto a Pozzuoli è stato un campanello d'allarme. Senza vittime per fortuna, ma la contemporanea riduzione dei turni notturni dell'Asl mette in luce la necessità di un coordinamento immediato tra protezione civile, amministrazioni locali e servizi sanitari.

Di La Redazione17 Agosto 2026 - 16:072 ore fa 2 min di lettura
Pozzuoli, il masso che ha sfiorato la tragedia e la notte che non c’è

Un masso si è staccato dal costone a Pozzuoli: per un caso non ci sono state vittime, ma lo spavento mette a nudo un altro pericolo, meno visibile ma altrettanto reale. La fragilità del territorio convive da anni con servizi pubblici notturni ridotti all’osso per carenza di organico: è una miscela che non può più essere gestita improvvisando.

La caduta della parete rocciosa, avvenuta in orario serale, è una chiamata alla responsabilità. Le istituzioni locali si sono mosse per delimitare l’area e verificare i danni; sul campo la prontezza degli operatori ha evitato il peggio. Ma che succede se l’emergenza si presenta mentre i reparti notturni sono sotto organico o i turni sono stati tagliati? Una frattura della strada, un ferito, una necessità di evacuazione: sono scenari che richiedono non soltanto pompe e ruspe, ma anche medici, infermieri e un coordinamento sanitario rapido ed efficace nelle ore in cui tutto è più complicato.

Per questo la proposta è semplice e diretta: mettere in piedi un piano congiunto e operativo, non un protocollo da scrivania. Protezione Civile, Comune, Provincia e Asl devono concordare da subito una cabina di regia notturna con procedure condivise: sorveglianza geologica intensificata nelle aree a rischio, punti medici mobili pronti a intervenire nelle ore critiche, presidi sanitari rafforzati per le rotazioni notturne e una piattaforma di allerta che unisca monitoraggio ambientale e risorse cliniche disponibili.

Non è solo questione di buone intenzioni: ci vogliono risorse, turn over del personale e una distribuzione flessibile degli organici. Lo sappiamo: trovare personale è difficile e i bilanci stringono. Ma è altrettanto vero che la politica locale e la Prefettura possono agire su emergenze puntuali con misure temporanee — convenzioni con strutture private accreditate, mobilitazione di medici volontari, utilizzo organizzato dei gruppi di protezione civile — mentre si lavora alle soluzioni strutturali con la regione e il Ministero della Salute.

Il messaggio ai decisori è chiaro: prevenire significa mettere insieme mappe, turni e mezzi, non lasciare che ciascuno rimanga isolato nel suo recinto istituzionale. Pozzuoli ha scampato la tragedia per poco; la prossima volta non possiamo contare sulla fortuna. È tempo di un patto operativo tra Protezione Civile, amministrazioni e servizi sanitari che faccia della notte un orario protetto, non un colpo di roulette russa per i cittadini.