Pozzuoli, una domenica di calcio finita in dramma: al termine della sfida tra Puteolana 1902 e Portici, l’uscita degli spalti è stata accompagnata da un raid contro i sostenitori ospiti. Auto bloccate, uomini incappucciati armati di mazze e bastoni hanno interrotto la quiete della notte, e Mario Spedaliere, 34 anni, padre di due figli con la moglie in attesa del terzo, è stato gravemente ferito. Il combattimento improvviso ha trasformato la serata sportiva in una ferita aperta per la comunità.
La dinamica dell’agguato evidenzia una premeditazione che si è sviluppata lungo il tratto di ritorno dalle due tifoserie, lontano dai cancelli dell’impianto. Secondo quanto emergerebbe dalle testimonianze raccolte dagli inquirenti, il gruppo di aggressori avrebbe agito a volto coperto, muovendosi con diverse auto e bloccando la strada ai veicoli dei tifosi del Portici. Il pestaggio è stato brutale: si continua a indagare sulle modalità con cui i mittenti dell’attacco siano riusciti a intercettare le vetture in un’area frequentata da famiglie e residenti.
Sul fronte delle indagini, gli investigatori hanno già identificato circa dieci soggetti ritenuti vicini agli ambienti del tifo organizzato flegreo. Le forze dell’ordine hanno collaborato tra Digos della Questura di Napoli e i carabinieri per ricostruire la griglia operativa dell’intervento e per dare un volto ai responsabili, al momento descritti come partecipanti a un raid armato, che si è conclso con la fuga degli aggressori.
In-prefettura è stato immediatamente impostato un confronto per mettere a fuoco le misure di sicurezza nell’area metropolitana. Il sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, ha discusso con il prefetto di Napoli, Michele Di Bari, per fare il punto sulla tenuta dell’ordine pubblico. In città, Manzoni ha sottolineato la disponibilità del Comune a collaborare con Prefettura e forze dell’ordine, ringraziando l’autorità per l’impegno dimostrato. Nella giornata di oggi il sindaco di Portici, Claudio Teodonno, ha accompagnato Manzoni in visita ai familiari della vittima. In una nota congiunta, i due sindaci hanno condannato con fermezza l’episodio: lo sport non deve essere confuso con violenza né con azioni che ledono i valori civili della comunità.
Le società sportive coinvolte hanno risposto con severa chiarezza: Portici Calcio ha ricordato che la rivalità tra tifoserie deve rimanere confinata al terreno di gioco, senza degenerare in odio o aggressioni che mettano a rischio vite umane. La Puteolana 1902 ha rilanciato lo stesso concetto, affermando che la violenza non è tifo né appartenenza e che non esistono giustificazioni per comportamenti che contraddicano i principi dello sport.
Mentre il quadro investigativo si fa via via più definito, le indagini proseguono per chiarire ogni dettaglio e individuare eventuali contorni non ancora emersi. Gli accertamenti sono in corso, e la comunità resta in attesa di risposte su chi abbia orchestrato l’attacco e su come prevenire nuove escalation tra le tifoserie. Nel frattempo, la figura di Mario Spedaliere resta al centro dell’attenzione: la sua famiglia, affranta ma determinata a chiedere giustizia, testimonia quanto la violenza possa colpire singoli nuclei familiari, oltre a scuotere una intera realtà calcistica e territoriale.
