Porto di Castellammare di Stabia, 357,6 milioni di euro per il Fondo infrastrutture portuali: la decisione del CIPESS rilancia il tema del futuro dello scalo, con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale tra i soggetti destinatari. Ma la questione non è solo tecnica: è soprattutto governance e rappresentanza, un pezzo di puzzle che potrebbe ridefinire i rapporti tra le kahle istituzionali e lo sviluppo della regione.
A prendere posizione è un fronte politico guidato dai Democratici e Progressisti, che chiedono una svolta chiara e concreta. Castellammare non può più restare ai margini, sostengono, e deve avere un ruolo di primo piano nelle scelte che interessano l’intero sistema marittimo regionale. “Castellammare non può più restare a guardare — affermano — ma deve garantire alla città un ruolo di prim’ordine nelle decisioni strategiche che riguardano l’intero sistema marittimo regionale”.
Il nodo centrale riguarda l’assetto istituzionale dell’Autorità di Sistema Portuale. Se Napoli e Salerno hanno una rappresentanza solida all’interno del Comitato di gestione, Castellammare è finora esclusa. Una anomalia che i Democratici e Progressisti ritengono inaccettabile, soprattutto all’inizio di una nuova fase programmatico-finanziaria. “È una situazione che non può essere ignorata, soprattutto in un momento in cui si sbloccano risorse così importanti per la modernizzazione delle infrastrutture. Il rischio concreto è che il nostro porto continui a pagare lo scotto di ritardi storici e decisioni passate, senza poter esprimere le sue reali potenzialità”, è la sintesi della critica politica.
Sul tavolo c’è un progetto di rilancio che ruota attorno a cantieri navali e bacino portuale. L’idea è rimettere in moto gli interventi strutturali necessari per rendere lo scalo competitivo, puntando in particolare sull’adeguamento del bacino di carenaggio. Il rilancio della cantieristica è presentato come l’elemento chiave per una ripresa economica locale e regionale: “Il rilancio della cantieristica rappresenta un’occasione irripetibile per costruire un progetto industriale e marittimo moderno, in grado di valorizzare una tradizione produttiva storica e creare nuova occupazione qualificata”.
Per trasformare l’orizzonte in realtà, però, serve l’allineamento di Governo nazionale e Regione Campania. I Democratici e Progressisti chiedono una loro piena partecipazione decisionale e tempi certi sugli investimenti. “È il momento di voltare pagina”, insistono. Il Governo, proseguono, deve onorare gli impegni assunti: Castellammare ha bisogno di certezze sui tempi e sugli investimenti, non di continui rinvii. Al contempo, la Regione deve uscire dall’ombra e assumere un ruolo proattivo: “Il futuro del porto stabiese deve tornare al centro dell’agenda politica”.
Mentre la discussione si approfondisce, resta alta l’attesa di vedere quale varco istituzionale sarà aperto per ridisegnare la governance del sistema portuale locale. Il maxi-piano CIPESS potrebbe diventare non solo un capitolo di investimenti, ma anche un banco di prova per la capacità di fluire le risorse e di dare voce a una città finora ai margini delle decisioni strategiche. E, nel silenzio relativo delle procedure, il tempo delle parole è finito: la partita si giocherà sul tavolo politico, con Castellammare che pretende la propria parte d’incisività sui porti della Campania e del Mezzogiorno.
