Costiera sorrentina, sequestro di un fondo agricolo trasformato in parcheggio abusivo: ulivi secolari e opere abusive smascherate dalla Procura
Nella mattinata odierna i Carabinieri della Compagnia di Sorrento, insieme all’Aliquota Operativa NOR e all’Ufficio Antiabusivismo del Comune, hanno eseguito un sequestro preventivo su un vasto fondo agricolo in località Pignatella, a pochi passi da Via Marina di Puolo. L’operazione è stata disposta dal G.I.P. del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Il terreno, protetto da vincoli paesaggistici, era stato trasformato in un parcheggio stabile per veicoli senza alcuna autorizzazione.
L’indagine, che si è resa necessaria dopo una serie di denunce pubbliche e controlli sul campo, ha avuto una gestazione che affonda le radici nei mesi estivi. Le segnalazioni hareso acceso i riflettori su una gestione della zona che, secondo quanto emerso, avrebbe agito in violazione delle norme urbanistiche e ambientali. In prima linea nel richiamare l’attenzione sull’affaire era stato il deputato Francesco Emilio Borrelli, esponente di Alleanza Verdi-Sinistra, che aveva documentato e denunciato le trasformazioni illegali dell’area. Sul fronte investigativo, l’inchiesta è stata condotta dai militari dell’Aliquota Operativa NOR di Sorrento in collaborazione con l’Ufficio Antiabusivismo del Comune, segnando uno sviluppo significativo rispetto alle verifiche iniziate mesi fa.
Gli accertamenti hanno evidenziato una serie di interventi realizzati senza titolo abilitativo né autorizzazioni paesaggistiche. All’interno del fondo, una volta coltivazione tipica del territorio, risulterebbero presenti chioschi per la biglietteria, tettoie, barriere mobili per gestire gli accessi e una pavimentazione in conglomerato cementizio. Tali opere, spiegano le verifiche tecniche, hanno provocato un’alterazione permanente del contesto naturalistico ed estetico in un’area classificata di pregio paesaggistico.
Una componente rilevante dell’indagine riguarda anche la gestione temporanea dell’area in questione. Secondo quanto emerso, la convenzione comunale che autorizzava l’uso come parcheggio temporaneo era scaduta il 31 ottobre 2025, ma l’attività abusiva avrebbe continuato oltre tale termine. Il quadro di responsabilità si complica con precedenti giudiziari legati all’area, tra cui provvedimenti urgenti e un fermo per tentata corruzione nei confronti di uno dei proprietari, circostanza che ha alimentato l’attenzione sull’eventuale rete di interessi attorno a questa forma di sosta illegale lungo la costiera.
Il sequestro odierno, eseguito per impedire la continuazione dei reati e agire a tutela dell’ambiente, rientra in una fase di indagini preliminari. Il fascicolo, come prassi, resta aperto: gli investigatori valuteranno nel corso delle prossime settimane se chiedere al Tribunale del riesame ulteriori misure cautelari o confermare la sospensione delle attività. Gli indagati godono della presunzione di innocenza finché non si avrà una decisione definitiva.
Sul piano operativo, l’azione delle forze dell’ordine ha sottolineato quanto sia cruciale un controllo capillare del territorio costiero per fermare pratiche che danneggiano ambiente e paesaggio. L’esito dell’inchiesta potrà chiarire responsabilità civili e penali e potrebbe aprire la via a ulteriori accertamenti sull’intera catena di persone e soggetti coinvolti nel business della sosta selvaggia in zona particolarmente delicata.
In attesa di sviluppi, restano in piedi i profili di responsabilità penale e amministrativa, nonché la possibilità di ulteriori misure cautelari a carico degli indagati. L’autorità giudiziaria e le autorità locali continueranno a monitorare la situazione per evitare nuove violazioni e per ridestinare fiducia nel controllo del territorio costiero.
