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Tentata rapina a Cannes, alibi per gli arrestati: erano a Napoli durante il reato

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Napoli – Due cittadini, accusati di una tentata rapina di orologi di lusso avvenuta a Cannes, si trovano ora al centro di una complessa vicenda giudiziaria. Anna Sciarrillo e Luigi Contini, originari di Casoria, sono stati arrestati il 9 maggio 2026 in esecuzione di un mandato d’arresto europeo e immediatamente estradati in Francia. Ma la loro difesa è decisa a dimostrare che, nel giorno del presunto reato, si trovavano in Italia.

Stando a quanto emerso dalla prima ricostruzione, i due sono accusati di aver partecipato a una rapina avvenuta il 21 aprile 2025. Dopo il loro arresto in Campania, le autorità francesi hanno avviato le procedure per incriminarli, portandoli oltre il confine. Tuttavia, la legale dei due, Carla Maruzzelli, contesta con fermezza queste accuse, sostenendo che esistano prove documentate della loro presenza in Italia il giorno dell’evento contestato.

“Se esistono prove documentate dell’assenza degli indagati dal luogo del fatto, come foto e video, il sistema giudiziario deve essere in grado di valutarle”, afferma Maruzzelli, evidenziando la necessità di un’analisi accurata delle evidenze. Inoltre, il materiale difensivo sarebbe stato già portato all’attenzione di un consulente tecnico, aumentando ulteriormente le possibilità di scagionare i due accusati.

È interessante notare che Anna Sciarrillo, al momento dell’arresto, stava già scontando una misura alternativa alla detenzione e partecipava attivamente a un programma di lavoro. Per Luigi Contini, invece, la difesa sottolinea che l’uomo, impiegato bancario da oltre trent’anni, stava trascorrendo Pasquetta del 2025 nella propria casa, circondato dalla famiglia.

La situazione solleva interrogativi sul funzionamento della cooperazione giudiziaria tra i Paesi dell’Unione Europea e sul trattamento delle prove difensive. “Continueremo a batterci affinché venga accertata la verità e affinché questa vicenda susciti una riflessione seria sulle garanzie per i cittadini”, termina Maruzzelli, lasciando presagire sviluppi futuri significativi in questa complessa situazione.

Intanto, i residenti di Casoria seguono la vicenda con preoccupazione, domandandosi se le autorità stiano davvero garantendo un giusto processo e quali saranno le conseguenze di questa contestata estradizione.