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Napoli, tutti assolti nel processo per il gestore della pizzeria ‘Dal Presidente’ e i suoi collaboratori

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Si chiude un capitolo controverso per la storica pizzeria “Dal Presidente” di via dei Tribunali a Napoli, con una sentenza che riscrive le sorti di sei persone coinvolte in un’inchiesta per riciclaggio. Il Tribunale di Napoli ha assolto gli imputati, smontando le gravi accuse e affermando che “il fatto non sussiste”. Un esito che supera le richieste della Procura, che mirava a pene tra i sei e i sette anni, insieme alla confisca dei beni.

La decisione arriva dopo anni di tensioni e incertezze giudiziarie. Tra gli accusati si trovava Massimiliano Di Caprio, titolare del locale, e sua moglie, Deborah Capasso. “Siamo sempre stati convinti dell’estraneità di Di Caprio dai contesti criminali”, hanno dichiarato soddisfatti i legali, Fabio Visco e Leopoldo Perone, dopo la lettura del dispositivo.

Secondo quanto si apprende dalla ricostruzione iniziale, l’inchiesta aveva portato il locale e altri beni sotto sequestro, tra cui un panificio e orologi di lusso, ma ora tutto tornerà in possesso dei legittimi proprietari. L’assoluzione ha sciolto il nodo legale che gravava anche su una parte del patrimonio dell’imprenditore, ora finalmente libero da misure restrittive.

Il percorso giudiziario è stato tortuoso: due interventi della Corte di Cassazione avevano già annullato ordinanze del Tribunale del Riesame, ponendo questioni cruciali sulla validità delle tesi accusatorie. “La Giustizia ha fatto il suo corso”, hanno sottolineato gli avvocati, evidenziando il riscatto personale e professionale di Di Caprio, ora considerato uno dei ristoratori più apprezzati non solo a Napoli, ma a livello nazionale.

Nel quartiere dove la pizzeria è un simbolo della tradizione gastronomica, si respirava un’atmosfera di attesa. Tra i residenti, molti esprimono sollievo per il verdetto che riporta serenità in un luogo spesso solcato da incertezze legali e brutti guai. Resta però alta la vigilanza della comunità, che si chiede se altre ombre possano affiorare in futuro. Le prossime ore potrebbero rivelarsi decisive per comprendere come evolverà questa vicenda, che ha tenuto con il fiato sospeso una parte significativa della popolazione napoletana.